Juve, il decalogo di Allegri

Forse la grande rimonta della sua seconda stagione bianconera aveva connotati più esaltanti, ma quest’anno la gestione della squadra, delle energie e dei fuoriclasse mondiali a sua disposizione ha rasentato la perfezione assoluta

Guido VaciagoGuido Vaciago

Pubblicato il 22.04.2019, 13:00

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3. LA GESTIONE DI KEAN - Magistrale è invece la lezione su Moise Kean. Visto, capito e tenuto. Allegri in estate ha intuito il potenziale, ma anche i rischi. Quindi lo ha tenuto nella cesta per cinque mesi, guardato a vista dai senatori e dai campioni di personalità, poi lo ha tirato fuori dal cilindro al momento giusto, dosandone la visibilità e frenandone le crisi egocentriche. Il tutto dopo che a gennaio aveva eretto una barricata per evitarne la cessione in prestito, che ai più pareva logica, se non proprio scontata.

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