Juve, il decalogo di Allegri

Forse la grande rimonta della sua seconda stagione bianconera aveva connotati più esaltanti, ma quest’anno la gestione della squadra, delle energie e dei fuoriclasse mondiali a sua disposizione ha rasentato la perfezione assoluta

Guido VaciagoGuido Vaciago

Pubblicato il 22.04.2019, 13:00

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2. LA GESTIONE DI RONALDO - Cristiano Ronaldo è il giocatore più forte e professionale del mondo, ma ha anche un suo modo di concepirsi come atleta diverso da tutti gli altri e un ego misurabile in chilometri quadrati. Tutti gli allenatori vorrebbero averlo in squadra, ma poi devono saperlo gestire, che significa assecondarlo fin dove si può (ovvero fino a dove non si offende la professionalità dei compagni) e tenere le briglie quando si deve, senza tuttavia offenderlo. Un gioco di equilibri psicologici nel quale Allegri ha saputo muoversi con disinvoltura, senza mai dare l’impressione che CR7 potesse fare quasi sempre quello che voleva, ma nello stesso tempo facendolo sentire a suo agio dal giorno zero.

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