Juve, il decalogo di Allegri

Forse la grande rimonta della sua seconda stagione bianconera aveva connotati più esaltanti, ma quest’anno la gestione della squadra, delle energie e dei fuoriclasse mondiali a sua disposizione ha rasentato la perfezione assoluta

Guido VaciagoGuido Vaciago

Pubblicato il 22.04.2019, 13:00

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10. IL DIALOGO CON I GIOCATORI - Non esiste una via perfetta nel rapporto con i singoli. Ci sono allenatori che «parlano tanto» e altri che «parlano poco»: ci sono giocatori che rendono meglio con i primi e altri che preferiscono i secondi. Siccome uno spogliatoio è spesso composto da entrambe le categorie non c’è una scelta giusta. Allegri tende a essere nella seconda categoria, asciuga il più possibile i suoi discorsi alla squadra, secondo la filosofia del «meglio tre concetti chiari che dieci confusi». Alla lunga il suo potere di sintesi sembra accontentare quasi tutti.

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