Che fine ha fatto Matteo Berrettini?

Il rientro dopo l’ennesimo stop per infortunio: stavolta la priorità non è vincere, ma tornare ad essere felice in campo

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 12.09.2025, 09:03

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Berrettini, alla ricerca della felicità

Poi il silenzio, qualche foto delle sue nuove imprese sentimentali, e a restituire speranza ai propri tifosi un allenamento con Sinner, a Montecarlo, che lasciava presagire un rapido ritorno. Agli US Open si pensava, e invece no. «Final prep. See you in Hangzhou!» l’annuncio che sembra porre fine ai tentennamenti. Matteo era risalito al numero trenta della classifica, a febbraio aveva battuto Djokovic, ad aprile Zverev, e anche le sconfitte indicavano un ritorno alla condizione migliore. A Miami, nei quarti di finale, dopo aver superato De Minaur, aveva imposto a Fritz un confronto quasi fisico, chiuso a favore dell’americano per una manciata di punti. Uno dei migliori giocati quest’anno nel circuito. Matteo era quello che tornava vincendo. Ora non più. Anzi, sarebbe bene perfino evitare di ricordarglielo. Non ha bisogno di pressioni. Solo di tornare ed essere felice di farlo. Continuo ad aspettarlo. È l’esatto terzo polo del nostro tennis, quello che emoziona di più.