Musetti e la Top 10: “Non è così lontana”. E svela il grande sogno…

Il nostro inviato, in campo con Lorenzo nello storico Kooyong, ha scambiato qualche palla contro il rovescio unico del nuovo testimonial Asics: “È un 2025 di novità”

Giorgio PasiniGiorgio Pasini

Pubblicato il 10.01.2025, 10:50 (Aggiornato il 10.01.2025, 11:01)

9 min

Musetti sulle aspettative per il 2025

Una ricerca, non un caso. Perché vincere partite anche importanti non basta, tanto meno la top 15, che in Italia per una vita ci siamo sognati. Fino a Jannik Sinner. "Le aspettative sono alte, in primis per me stesso - annuisce Musetti -. La scorsa stagione ho raggiunto molti obiettivi e sogni, a partire dal bronzo olimpico a Parigi (medaglia individuale azzurra nel tennis dopo cento anni, ndr) e dalla semifinale di Wimbledon, ma la cosa più importante è guardare avanti, darsi subito altri obiettivi. Più alti. L'ambizione è quella di alzare trofei, di entrare in top 10 innanzitutto. Non è così lontana, spero che sia l'anno buono. E gli Slam, a partire da questi Australian Open. Li ho vinti da juniores (il più giovane italiano a riuscirci nel 2019, a 16 anni e 10 mesi, ndr), spero di farlo da professionista. Sto facendo di tutto. Qui non ho un bel percorso, ma la cosa mi dà più motivazione per migliorarlo". In quattro edizioni tre uscite al primo turno e la scorsa al secondo col francese Van Assche. Il sorteggio gli ha regalato subito un derby con Matteo Arnaldi. "Che dire... Ci sono così tanti italiani nella top100 che è difficile non beccarne uno. Bello da un lato, perché vuol dire che il movimento è ben fornito, brutto dall’altro perché si gioca contro un compagno di squadra e un amico. Ma il tennis è uno sport individuale, bisogna pensare a sé stessi". E magari al 2-0 a suo favore nei precedenti.