Il passettino indietro per farne uno avanti

La Serie A ha bisogno di basi solide per ripartire: quelle di cui dispone al momento non soddisfano nessuno. E le riforme dei campionati...

Guido VaciagoGuido Vaciago

Pubblicato il 08.04.2026, 10:59

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Gravina, dove sono le riforme?

E in sede di Consiglio Federale la musica non cambia. A litigare, in quella sede, sono le componenti. La Serie A reclama, giustamente, un potere proporzionale ai soldi che procura per il movimento, ma la base fa pesare numeri e politica. Così a furia di veti incrociati le riforme si impantanano. A uno studioso di sistemi politici potrebbe far sorridere il fatto che un presidente, Gabriele Gravina, che viene eletto con il 98% non riesca a fare nemmeno una riforma sostanziale nel suo mandato. Ma è proprio quel consenso plebiscitario che incatena chi lo ottiene o, meglio, chi lo vuole mantenere. Appena scontenti qualcuno, il consenso traballa. E allora meglio non muoversi, lasciare tutto com’è, che non è il massimo per il calcio italiano, ma almeno nessuno perde una briciola della sua, sempre più misera, fettina di torta. Fino all’esaurimento della torta. Problema che nessuno sembra porsi in questo momento.