Gatti, cuore Juve nel nome di Scirea
Al difensore il premio intitolato alla memoria dell’indimenticabile capitano bianconero
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L’accostamento a Gaetano Scirea è un onore a prescindere e non solo se il personaggio in questione frequenta l’ambiente del calcio. Se, poi, il protagonista è anche un giocatore e difensore della Juventus, allora la vicenda assume contorni ancor più affascinanti ed emblematici. Anzi, che funge perfino da “exemplum” nel solco della tradizione letteraria medievale che dimostra la possibilità di ascesa (non di redenzione, perché per fortuna ci muoviamo dentro i confini della laicità, per quanto calcistica) attraverso la volontà e la tenacia.
Gatti, la scalata: dal dilettantismo alla Nazionale
È la storia di Federico Gatti, protagonista di una inarrestabile scalata che lo ha portato dalla prosa delle categorie dilettantesche alla favola del professionismo d’eccellenza. Oddio, che qualcosa di promettente fosse in nuce fin dall’inizio lo raccontano le esperienze giovanili con Torino e Alessandria, società che un tempo non molto lontano avevano occhio fino (e pure interesse) per i potenziali talenti del pallone. Ma e proprio lì, quando la vita sembrava assomigliare a un fiume tranquillo, la storia professionale di Gatti si è invece inabissata come un fiume carsico nella cui corsa tumultuosa non si intravvede la risalita verso l’azzurro del cielo. Che, poi, per carità: è istruttivo e formativo correre tra le rocce dei dilettanti per evitarle una a una in cerca di una via d’uscita, della strada per la scalata.
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