Sarri alla Juve: come, quando e perché

Per il club bianconero c’è stato solo lui da fine aprile, ma con il Chelsea non è mai facile. Contatti con Guardiola solo a marzo: disse no e tutto si chiuse lì. L’idea Zidane bruciata dal Real

Filippo Cornacchia e Guido VaciagoFilippo Cornacchia e Guido Vaciago

Pubblicato il 17.06.2019, 12:14 (Aggiornato il 17.06.2019, 13:01)

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L’ufficialità è arrivata ieri, ma Maurizio Sarri è l’allenatore della Juventus da almeno un mese e mezzo. Tra fine aprile e inizio maggio, quando alla Continassa hanno iniziato a pensare concretamente di chiudere il glorioso ciclo di Massimiliano Allegri, i dirigenti bianconeri hanno deciso di ripartire dal toscano. L’ex tecnico del Chelsea è sempre stato il piano A e a dimostrarlo sono i contatti tra la Juventus e Fali Ramadani, agente di Sarri e grande regista dell’operazione. I primi colloqui sono emersi a inizio maggio - come si vede dagli articoli e dalle pagine che proponiamo a pagina 6 e 7 - ma probabilmente sono iniziati prima.

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Juve, contatto esplorativo (a marzo) con Pep Guardiola

Come molto precedente (si parla di marzo) è il contatto esplorativo con Pep Guardiola. Una chiacchierata mai evoluta in trattativa proprio perché il catalano ha ribadito fin da subito di voler restare al City. Pep è stata una delle tante idee di marzo, in un momento in cui si parlava anche di Zinedine Zidane (poi riaccasatosi al Raal Madrid) ma soprattutto la separazione da Allegri era tutt’altra che certa.

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