Juve, Allegri pensa al campo
La situazione dell'allenatore bianconero: sereno e concentrato sull’Atletico, poi l’incontro decisivo con Agnelli. Entro aprile il confronto tra presidente e tecnico: addio probabile ma non ancora certo
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Di certo l’incertezza sul futuro non turba il lavoro dell’allenatore bianconero, un po’ perché la serenità è uno dei suoi punti di forza, un po’ perché quanto costruito nelle stagioni juventine, quattro scudetti ormai quasi cinque, quattro Coppe Italia e due finali di Champions League, gli permette di puntare alle panchine più prestigiose qualora l’addio alla Juventus si concretizzasse. A cominciare da quella del Real Madrid, che lo aveva già cercato dopo l’addio di Zidane, ma a cui Allegri aveva detto no perché si era già impegnato con Agnelli, proprio nel citato incontro di ogni primavera.
Cosa si diranno presidente e allenatore nel prossimo? «Deciderà, deciderò, decideremo», ha detto Allegri. L’oggetto di riflessione sarà lo stesso per entrambi. Agnelli, al di là dell’esito dell’ottavo con l’Atletico che avrà un peso relativo, dovrà valutare, e sta già valutando, se dopo cinque stagioni (solo Trapattoni ne ha fatte di più consecutivamente alla guida della Juventus) Allegri potrà ancora dare stimoli tecnici, tattici e motivazionali alla squadra. E dovrà considerare come sostituirlo. L’allenatore, similmente, dovrà considerare se guidare i bianconeri per la sesta stagione potrà ancora ispirarlo a tirare fuori il meglio di se stesso o se non senta il bisogno di una nuova sfida (e valutare quelle che gli saranno prospettate). Di certo, visto l’eccellente rapporto personale oltre che professionale che si è cementato negli anni tra Agnelli, Paratici e Allegri, non ci saranno rotture.
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