Toro, lassù qualcuno ti ama

Mai così tante bandiere, mai, neppure per comizi e repubbliche, processioni e sommosse, mai. Poi bengala, coriandoli: e qualcuno cominciò a piangere

Gian Paolo OrmezzanoGian Paolo Ormezzano

Pubblicato il 30.07.2025, 11:55 (Aggiornato il 30.07.2025, 14:12)

9 min

Il civilissimo splendido contributo che la società bianconera

Dio, ma si dovrebbe scrivere di tutto il campionato del Torino, del suo gioco, della sua gioventù, del suo allenatore, del suo presidente ottimo massimo. Oppure della società che ha inventato la festa al campo con i paracadutisti, così risparmiando al nostro calcio la pulcinellata pericolosa dell’invasione, e additando una strada di civiltà. Uno spettatore mi ha gridato, un po’ seccato: "Dobbiamo a lei, ai suoi articoli calmanti, se non c’è invasione". Gli ho detto che non penso di essere così influente, e che comunque, se sono il colpevole, ne sono fiero. Scrivere a lungo di ciò, si dovrebbe. E anche del civilissimo splendido contributo che la società bianconera (la società assai più della squadra) con il suo comportamento, con i suoi giusti omaggi al valore altrui, con i propositi di lotta sino all’ultimo, ha dato alla rotondità del trionfo granata, alla riuscita della lezione di civiltà nella gioia che la città, sino al momento in cui scriviamo, ha offerto. Ma l’articolo ormai è compromesso. Mi scuso, scivolo nel personale, forse vale come scusa. Sono fra i bipedi straziati dal raffreddore da fieno, ogni anno maledico il non potermi godere la primavera. Ma uscendo dallo stadio, ho ringraziato il raffreddore del fieno. Molti mi hanno chiesto se piangevo, ho detto di no, un giornalista non si permette mai queste cose, non piangevo, era l’allergia che mi faceva lacrimare.