Musetti, bandiera bianca contro Alcaraz il distruttore

Il sogno di una finale italiana maschile in uno Slam, dopo quella di 10 anni fa tra Pennetta e Vinci agli Us Open, sfuma per il ko muscolare di Lorenzo

Daniele Azzolini Daniele Azzolini

Pubblicato il 07.06.2025, 06:15

5 min

PARIGI - I sogni restano, anche se c’è qualcuno che li manda in frantumi. Si riformano. Si ricompattano dalle briciole in cui sono stati ridotti, e tornano come nuovi, a riprendersi il loro posto in quello spicchio di noi che non rinuncia alla libertà di fantasticare, di crederci, o magari solo di illudersi. “I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là”,  cantava Jim Morrison con la sua voce roca, da ultimo whisky. Lorenzo Musetti il diritto di continuare a sognare se l’è guadagnato in una semifinale che poteva andare in un modo e d’improvviso gli si è chiusa intorno, dalla luce accecante di un primo set che lasciava intravedere l’incanto di una possibile vittoria, al buio gelido che ha preparato il ritiro, a inizio della quarta frazione.
Era successo qualcosa del genere nella finale a Montecarlo, appena due mesi fa, sempre contro Carlos Alcaraz, la sua nemesi, il frantumatore dei sogni altrui. E molto ha ricordato, questa semifinale sfortunata, il primo set giocato nel Masters del Principato. Lorenzo ha disposto un’attenta linea difensiva, un intenso fuoco di sbarramento che finiva per risultare il miglior antidoto al tennis dello spagnolo. Un castello dalle mura alte e sicure dal quale inviare le proprie sortite, preparare le proprie trappole e prendersi i punti per rendere esplicite le intenzioni di giocarsi fino in fondo il match e l’agognato approdo alla finale. Caduto in confusione, Alcaraz ha consegnato il break e il primo set sul 5-4, con tre errori non da lui. Ricevuto l’abbraccio di Lorenzo, Carlos si è rivolto al pubblico per chiedere che l’applauso fosse rivolto principalmente al suo avversario. Un bel momento, tra due ragazzi che si conoscono da anni e hanno condiviso le esperienze del circuito giovanile. E per Musetti il doveroso riconoscimento di essere ormai a un solo passo, pochi centimetri appena, dal ristretto gruppo dei più forti, di quelli che in finale ci vanno davvero e possono vincere nello Slam.

La partita

I numeri della stagione sulla terra di mattone parlano chiaro… Giungere in semifinale in tutti i tornei “storici” da terra rossa, nello stesso anno, pone il ragazzo di Carrara in un gruppo di sette tennisti che hanno fatto la storia, da Tom Okker nel 1969 a Rafa Nadal che vi è riuscito più volte, l’ultima nel 2019, passando per Mats Wilander nel 1985, Novak Djokovic nel 2008, Andy Murray nel 2016 e Sascha Zverev nel 2022. Il premio finale consiste nel nuovo best ranking in classifica, al numero sei, come Berrettini, dietro Sinner (1) e Panatta (4). Con il quinto posto sicuro nella Race per le Finals a Torino, che ora lo vede con 800 punti di vantaggio sull’ottavo, Tommy Paul. 
Inevitabile, nel secondo set, la riscossa di Alcaraz, svegliatosi dal torpore che lo aveva attanagliato nel primo set. Non gli sono bastati due break per prendere il largo, sempre raggiunto da Musetti, anche quando lo spagnolo ha servito sul 6-5. Ma la furia dei suoi colpi, sempre più ficcanti e a un palmo dalle righe di fondo, è proseguita nel tie break, che Alcaraz ha giocato da autentico campione, senza lasciare niente a Musetti. Un set dal doppio volto, il secondo del match, che di fatto è stato poi anche l’ultimo. Nel rincorrersi, disinnescando a vicenda le opportunità di prendere il largo, Lorenzo e Carlitos hanno mostrato di essere ormai vicini, a un passo l’uno dall’altro.  
È stato sulla prima battuta della terza frazione di gioco che Musetti ha avvertito il problema al muscolo della gamba sinistra, che poi l’ha costretto al ritiro. Come a Montecarlo, quasi nello stesso punto, ma nell’altra gamba. Nella finale del Principato Musetti evitò il ritiro, per rispetto del pubblico e dell’avversario, ma nella semifinale del Roland Garros, con un terzo e un quarto set ancora da giocare il rischio di compromettere il seguito della stagione (nel quale deve difendere i punti della finale al Queen’s e della semifinale a Wimbledon) era troppo alto. Il dolore, curato dal massaggio del fisioterapista del torneo, ha tolto a Musetti energie e speranze. Il terzo set se n’è andato in poche battute, il quarto è durato appena i primi due game, portandosi via con sé ogni residua speranza. Oggi Lorenzo farà le necessarie verifiche. Ma un problema muscolare che si presenta due volte in tempi assai ridotti dovrà essere preso nella dovuta considerazione, e forse imporre qualche modifica nella preparazione ai grandi eventi.

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