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Atp Finals 26/30. Il grande intrigo

Le mosse di binaghi dopo il decreto

Marco BoMarco Bo

Pubblicato il 26.07.2025, 13:30

3 min

TORINO - La storia delle Finals Atp 2026-30 in Italia non è finita. In tutti i sensi. E, di questo passo, di giallo non ci saranno solo le palline sparate a velocità massima dai migliori otto giocatori al mondo. Perché la situazione non è affatto chiara e l’ultima scena non solo non è stata ancora scritta. Non la si può manco immaginare perché niente è da escludere. Ribadito che a novembre, a Torino, dal 9 al 16, la quinta e ultima edizione del primo lustro andrà in scena regolarmente sotto la Mole - anzi, edizione ancora più ricca con circa 10 mila spettatori in più per l’ampliamento della ricettività della Inalpi Arena-, in ballo c’è il futuro del secondo quinquennio. Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, in questi giorni nella sua Sardegna, sta riflettendo sulle prossime mosse in attesa che venga votato il decreto sport 2025 che si occupa anche di maxi eventi sportivi, come le Finals. Il licenziamento è slittato a martedì quando è stata ricalendarizzata la votazione.

Le modifiche al decreto

Rispetto al testo originale, che prevedeva la formazione di un Comitato Finals a 5 teste con l’ingresso di un esponente del ministero dello sport e uno di Sport e Salute oltre ai soliti rappresentanti di Regione, Comune e Federtennis, due modifiche: se si rinuncia ai fondi governativi (19,4 milioni all’anno) lo stesso Comitato non viene costituito (così Binaghi continuerebbe a gestire in autonomia l’evento); niente Comitato se lo stanziamento fosse inferiore ai 5 milioni. Come si sa da una parte il presidente della Federtennis ha ventilato le dimissioni “tutto ha un inizio e una fine, se la mia visione non è condivisa posso fare un passo indietro, lascerei dopo aver fatto vincere tutto”, dall’altra sta verificando quali margini di manovra esistono per gestire le Finals 2026-30 con 5 milioni di fondi governativi.

Il rischio di perdere le Finals

Una sua presa di posizione è attesa per inizio settimana, appena il decreto verrà approvato. Possibile qualsiasi scenario, certo è che un suo addio potrebbe ingigantire il punto di domanda dell’Atp, già “disegnato” dalla stessa associazione dei tennisti con la lettera inviata proprio alla Federtennis per avere lumi sulle novità che si stanno prefigurando con il nascente “Comitato Finals”. C’è il rischio di perdere altre cinque edizioni di Atp Finals made in Italy? In teoria sì, anche se proprio in occasione della presentazione del Masterplan 2025, è stato ufficialmente annunciato che almeno quelle del 2026 si svolgeranno a Torino. Il fiato resta sospeso, almeno sino a martedì. Occorre avere buoni polmoni. E nervi saldi. 

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