
Marco Mezzaroma: “Roma, un tetto e i Giochi"
Buongiorno dottor Marco Mezzaroma, che effetto le fa vedere il Foro Italico registrare record su record di presenze per questa 83ª edizione degli Internazionali d’Italia di tennis a Roma? “È un effetto magnifico e bellissimo. Non dico che ce lo aspettassimo, ma il trend ci lasciava molto fiduciosi. Nella nostra concezione un impianto sportivo, a maggior ragione se grande come il Foro Italico, deve essere vissuto così tutto l’anno, tutti i giorni e a qualsiasi ora. Questi giorni realizzano questa prospettiva, anche con la concomitanza di grandi eventi come gli Internazionali di tennis e la finale di Coppa Italia o come accadrà nelle prossime settimane con altri eventi sportivi e i concerti. Lo sport attira tanto sia a livello di praticanti che di gente che ha voglia di vederlo e gustarselo”. Come Sport e Salute avete deciso di investire 160 milioni per la riqualificazione del complesso Foro Italico. Quali le direttrici su cui avete puntato? “È un’azione congiunta con il Governo che, attraverso la Struttura di Missione per gli Anniversari Nazionali, ha investito 80milioni. Il Foro Italico è unico: è un grande impianto sportivo, ma anche una testimonianza storica di grande architettura dato che è stato progettato da architetti come Luigi Moretti ed Enrico Del Debbio. In più c’è la parte relativa ai mosaici che è stata recuperata. Quindi stiamo agendo da un lato per uno sviluppo della struttura sportiva e dall’altra per il recupero e rigenerazione delle parti monumentali e architettoniche, senza dimenticare il verde. E tra pochissimo partiranno i lavori per la copertura del campo Centrale. Questo, del resto, è un impianto in continua evoluzione, un monumento vivo”.
"Un stadio attivo 365 giorni l'anno"
Che tipo di stadio sarà il Centrale coperto? “Polivalente e attivo 365 giorni l’anno grazie alla copertura mobile. Una volta terminati i lavori registrerà un aumento dei posti a sedere che vedrà una capienza che varierà in base agli eventi: dai 12.400 posti per il tennis, agli oltre 13 mila per il basket e altre discipline, concerti, spettacoli. Verranno recuperati spazi interni ulteriori per aumentare l’offerta, ci saranno terrazze panoramiche. Tutte soluzioni affascinanti per rispondere a ciò che chiede il mercato nazionale e internazionale sia dello sport sia dell’intrattenimento”. Che tempistica possiamo immaginare? “A giugno partiremo con i primi lavori e, se vogliamo essere prudenti, entro il 2027 completeremo l’opera, per cui l’edizione degli Internazionali 2028 si svolgerà col “nuovo” Centrale coperto”. Qual è la mission principale di Sport e Salute che lei presiede ormai da quasi tre anni? “È una società pubblica al 100% del Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il controllo e indirizzo del Ministro per lo Sport. Siamo una società di servizi per il mondo dello sport e siamo chiamati ad occuparci di diversi ambiti: per conto dello Stato finanziamo e sosteniamo gli organismi sportivi, operiamo sull’impiantistica sportiva essendo anche stazione appaltante e centrale di committenza e quindi collaborando con gli enti locali. Gestiamo gli interventi che il Governo vuole attuare in ambito sportivo: dai bandi per la promozione dell’attività fisica, all’azione nelle scuole, ai Giochi della Gioventù che organizziamo con il Ministero dell’Istruzione e con il Ministro per lo sport. E poi abbiamo una parte più “privatistica” che riguarda ad esempio i grandi eventi internazionali che organizziamo insieme alle Federazioni: gli Internazionali di tennis, la Coppa America, il Sei Nazioni di rugby, Piazza di Siena di equitazione, il Golden Gala di atletica e tanto altro”.
"È in atto una rivoluzione culturale"
Voltaire diceva: “Abitudine, consuetudine e tradizione sono più forti della verità. C'è bisogno di una nuova rivoluzione dello spirito, c'è bisogno di un nuovo entusiasmo, di distruggere il vecchio”. Stiamo assistendo a una vera rivoluzione culturale con gli sportivi che sono in netto aumento grazie alla promozione dell’attività di base che avete messo in atto? “È una rivoluzione culturale in atto già da qualche anno, ma noi stiamo cercando di accelerarla e favorirla il più possibile. Come? Ovviando alle due barriere più importanti che rendono difficile l’accesso allo sport: la prima è l’insufficienza di impianti pubblici sportivi, la seconda è il costo della pratica. Mandare i propri figli a fare sport costa e noi lavoriamo per agevolare tutti, anche creando più impianti gratuiti attraverso il programma “Sport Illumina” che sta realizzando 85 playground in tutta Italia. Sul fronte economico si investe, a livello centrale e locale, sui voucher sportivi che consentono a chi non si può permettere certi esborsi di praticare attività fisica. La Regione Lazio, per esempio, e non è la sola, ha investito oltre 30 milioni di euro per i voucher riscuotendo un grandissimo successo. Soltanto quest’anno sono più di centomila i cittadini che hanno fatto richiesta di beneficiare di questa opportunità”.
"Roma pronta per i Giochi"
È rimasto sorpreso del dato emerso col vostro studio per cui per 1 euro investito nello sport la sanità ne risparmia 2,24? “Ne siamo sempre stati convinti. Adesso i numeri però lo certificano. La nuova sfida sarà dirottare sullo sport quelle somme che il servizio sanitario nazionale risparmia, perché facendo più attività fisica ci sono meno malati, meno malattie e quindi meno spesa. A me ha stupito il dato sulla depressione e l’ansia: lo sport è un “farmaco” efficacissimo per combattere queste due situazioni”. Stadi ed Europei del 2032, c’è da essere ottimisti? “Secondo me sì. Gli iter stanno andando avanti in maniera anche spedita. La figura del commissario ovviamente agevola i cammini amministrativi. Nello specifico noi, come proprietari dell’Olimpico, siamo pronti con i progetti e i piani finanziari, per cui sono ottimista”. Con una mossa a sorpresa un mese fa i sindaci di tre città, Torino, Genova e Milano, si sono dichiarati congiuntamente disponibili a ospitare le Olimpiadi del 2036 o 2040. L’altro giorno Buonfiglio ha riparlato di Roma come città pronta alle Olimpiadi del 2036. C’è fermento… “Io penso che l’Italia e Roma in particolare siano pronte per ospitare di nuovo i Giochi estivi. Abbiamo dimostrato di saper gestire grandi eventi sportivi che hanno ricadute economiche e sociali importantissime sul territorio. Certamente tutte le opportunità vanno studiate bene prima in termini di costi e ricavi, ma se ci sono queste condizioni siamo pronti a recepire nuove manifestazioni come un’Olimpiade”.
"Il calcio capisca di essere davvero in crisi"
In Italia lo sportivo numero 1 è Jannik Sinner. Avete mai pensato di coinvolgerlo per promuovere la cultura del praticare sport e cosa ammira soprattutto di lui? “Sinner è un grandissimo campione, mi pare un ragazzo molto posato ed equilibrato e in quanto tale è anche una figura positiva come modello per i più giovani. Con il suo esempio sta facendo tantissimo per la promozione del tennis e dello sport in generale. Credo sia anche impegnato nel sociale”. Chi invece in Italia fatica è il calcio, con la Nazionale che per la terza volta consecutiva quest’estate starà a guardare i Mondiali. Come bisogna intervenire e cosa bisogna fare per invertire la tendenza? “Col dovuto distacco, perché un tema che non mi compete anche se in passato sono stato coproprietario di una società di calcio, spero che quel mondo abbia la coscienza per comprendere davvero che è in crisi. Le prime soluzioni però le deve trovare al proprio interno, anche a costo di fare dei sacrifici. Soltanto dopo questo primo passo il calcio avrà la credibilità per cercare aiuti esterni. Nel frattempo però, lo ribadisco, deve trovare soluzioni interne anche difficili, per poi crescere dopo”.
"La mia ammirazione per Di Bartolomei"
Lei da giovane che sportivo era e che sportivo è invece adesso? “Ho sempre praticato tanto sport e per questo devo ringraziare i miei genitori. Ho pure giocato a hockey su prato. In generale mi è sempre piaciuto fare sport. Ora sto vivendo un po’ di rendita per ciò che ho fatto da ragazzo, ma devo sforzarmi a fare di più perché mi accorgo subito di quanto ne benefici il corpo se mi muovo”. Qual è lo sport che preferisce guardare in tv perché la emoziona di più? “Sono un appassionato di calcio e quindi mi piace molto guardare la Premier che è intensa. Anche gli sport americani mi attirano molto. Dal vivo amo vedere il rugby e il tennis. Ma in genere mi piace lo sport, anche come contenuto televisivo”. Da piccolo chi era il suo idolo sportivo? “Ci devo pensare. Una figura che ho sempre stimato moltissimo e ammirato era quella di Agostino Di Bartolomei”. Una figura seria. “Sì, molto”.
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