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Sabalenka-Rybakina: la sfida delle due n.1

La vetta passa da Aryna a Elena: ma alle 22 è finalissima

Gianluca StrocchiGianluca Strocchi

Pubblicato il 12.09.2026, 13:30

4 min

Non potrà tifare nessuna delle sue beniamine a stelle e strisce il pubblico dell'Arthur Ashe Stadium, ma può consolarsi con la sfida tra le due tenniste più forti del momento. A contendersi il titolo femminile degli US Open stasera (alle ore 22 italiane, diretta tv SuperTennis e Sky Sport) sono Aryna Sabalenka ed Elena Rybakina, le n.1 e 2 del mondo, e lo saranno anche, sebbene a parti invertite, da lunedì, quando la 27enne nata a Mosca diventerà la 30ª regina del ranking nell’era Open, prima kazaka (suo Paese d’adozione) nella storia. Nella prima semifinale la Tigre di Minsk, contratta fino al 5-5, ha cambiato poi marcia imponendosi 7-5 6-2 sull’americana Jessica Pegula, n.3 Wta, costretta a incassare il 10° ko in 14 confronti con la rivale che più di ogni altra le ha sbarrato la strada in questo torneo, avendola eliminata nelle ultime tre edizioni, nel 2024 in finale e nei due anni successivi al turno precedente. Conferma il suo feeling con la Grande Mela e con questa superficie la 28enne bielorussa, alla quarta finale consecutiva a Flushing Meadows (striscia di 19 match vinti) e ottava finale Major di fila sul cemento. «Volevo disperatamente questa vittoria», le parole di Aryna, a caccia del suo primo Major del 2026 (non festeggia un titolo da Miami, a marzo) per eguagliare il tris di trionfi in fila a New York firmato da Serena Williams (2012-2014).

Rybakina, prima finale Us Open

Per riuscirci, però, dovrà ribaltare l’esito del match clou degli ultimi Australian Open e prendersi la rivincita su Rybakina, che nella seconda semifinale ha rimontato (3-6 6-4 6-4 in 2 ore e 9 minuti) la statunitense Coco Gauff, n.4 del seeding. Come già nei quarti con Zheng Qinwen, dopo un avvio in salita la giocatrice allenata da Stefano Vukov ha alzato la percentuale di prime di servizio e l’aggressività dei colpi, finendo per sgretolare le certezze della campionessa 2023 così da regalarsi la prima finale su questi campi, quarta in carriera a livello Slam. «Ero nervosa – l’ammissione della kazaka – e mi sono detta che dovevo lottare. La finale con Sabalenka? Dovrò servire molto meglio delle ultime due partite, rimanere aggressiva e prendere le decisioni giuste al momento giusto. Penso sia fantastico affrontare qualcuno che ti porta al limite. Ma non voglio mettermi troppa pressione addosso, perché siamo tutte molto vicine in classifica. Anche se qualcosa dovesse andare storto, avrò altre opportunità sino a fine anno». Considerazioni dettate dalla certezza di salire comunque per la prima volta sul trono. «È una sensazione un po’ strana, ma è la bellezza dello sport. Al momento non posso farci molto: non ho giocato bene a metà stagione, Elena ha preso il mio posto. Posso solo concentrarmi su me stessa, vivere il presente e cercare di dare il massimo, in modo che la lotta sia serrata e io possa riconquistarlo», la promessa di Aryna. Insomma, il copione perfetto per un duello che si protrarrà sino alla Wta Finals, decisive per assegnare la corona. Basterà per rilanciare il tour femminile, con i conti in rosso e il futuro pieno di incognite?  

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