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Zverev cancella l’Italia e va a caccia di... Sinner

Il prossimo appuntamento è con Botic van de Zandschulp, un tempo numero 22 oggi intorno al 70° posto

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 09.09.2026, 06:00

6 min

Dieci piccoli indiani, racconta la filastrocca, in realtà eran soldati, ma fra tanti sforzi vani, alla fine sono annegati... Storia simile a quella del Blocco Azzurro in questi US Open, così definito in avvio di torneo per il granitico impatto che la squadra italiana, seppure priva del Migliore, Dolomite Sinner, avrebbe potuto avere sull’ultimo Slam… E infatti, il blocco c’è stato. Musetti è stato vittima di un’ostruzione in pieno Jannik Style, «uguale uguale» l’ha descritta lui stesso, ripensando allo stop mai del tutto spiegato sopraggiunto a Parigi. Cobolli ha subito invece un autentico Blockx Out, cioè un black out di origine belga, e ha visto nero. Ma a sua scusante, c’è da dire che il giovane Alexander Blockx è ancora in piedi, affronterà Khachanov, e magari arriverà pure in semifinale. Cosa che fra le tante e arruffate vicende di questo piccolo Slam, è da considerare una delle migliori notizie. Berrettini ha fatto tutto da solo, auto-bloccaggio contro Navone dopo avergli mostrato nel primo set quanto fosse facile batterlo. E Darderi, contro Zverev, s’è sbloccato solo nel terzo set, ma ha perso anche quello. 

Zverev: "Ho pensato che potrei farcela fino in fondo"

C’eravamo abituati bene, e questo è il fatidico passo indietro che prima o poi sarebbe arrivato. Inutile farla troppo lunga, credo. Non mi sembra così grave, e non penso che l’evento possa intaccare la stima che i nostri tennisti si sono costruiti tra molte vittorie e altrettante fatiche in giro per l’orbe tennistico. Ma siccome ci siamo fatti belli per un bel po’ di anni (andavamo per i quattro…), con la storia che siamo diventati uno straordinario popolo di tennisti, allora è il caso di annotare, con onestà, che l’ottima serie di undici Slam che ha visto almeno un italiano nei quarti (ma anche due, e qualche volte tre, come all’ultimo Roland Garros) viene spedita in archivio da uno Zverev particolarmente aitante nei primi due set contro Darderi, giocati sopra le righe, senza nemmeno sentirli, nei quali ha servito quasi avesse tra le mani il martello di Thor (l’86 per cento delle prime tradotte in punti), di sicuro la sua divinità di riferimento nel Valhalla tennistico. Più duro e paritario il terzo set, cui Sascha attribuisce spiccati valori prospettici. «Un set che Luli ha giocato benissimo, colpendo il dritto con rara potenza, ma che ho finito per vincere ugualmente. E se tanto mi dà tanto, ho pensato che potrei farcela fino in fondo».

Us Open, il tedesco ad un passo dalla semifinale

Beh, non ha incontrato alcun Top Ten, finora, e continuerò a non incontrarli. Quindi farebbe bene, come si dice in questi casi, ad abbassare un filo la cresta bionda. Il prossimo appuntamento è con Botic van de Zandschulp, un tempo numero 22 oggi intorno al 70° posto, seppure in netta risalita nelle classifiche live (40°, al momento), un giocatore particolarmente amato in Italia per essersi sempre fatto da parte nelle sfide di Coppa Davis. Poi Khachanov o Blockx, e per quanto si possa ammirare l’ulteriore salto di qualità compiuto dal belga ventunenne, Sascha sa bene di averlo affrontato e battuto già tre volte quest’anno, anche se l’ultima, a Wimbledon, solo al quarto set e con tre tie break assatanati. 
Si va verso una finale tra Zverev e Alcaraz. Così sembra. Anche se il definitivo “via libera” verrà stamattina, con il risultato del quarto tra lo spagnolo e Shelton giocato a notte fonda (per l’Italia). In tre per una finale che accontenterebbe gli organizzatori. Zverev opposto ad Alcaraz, prima e seconda testa di serie, oppure Zverev contro un americano.

Zverev: "Ho giocato un torneo complicato"

«Penso di essere sulla strada giusta, di procedere nella direzione corretta», il commento di Zverev sulla possibilità di una terza finale Slam nella stagione, con il numero 1 di Sinner come obiettivo successivo... «Ho giocato un torneo complicato, nei primi due turni sono stato dieci set e dieci ore in campo, ma sono state fatiche utili, perché alla fine ho trovato il ritmo giusto. Sono soddisfatto dei miglioramenti compiuti, li aspettavo, e ora sono molto più tranquillo». Alcaraz è il suo avversario preferito, l’ha sempre detto. «Sinner ti permette poco, con Carlos invece c’è quasi sempre battaglia». Cinque set, l’ultima, che ha visto i due prendersi a morsi nella semifinale di Melbourne, e Carlitos a un passo dal ko tecnico per il troppo caldo. Finì 199 punti a 195 a favore dello spagnolo, dopo cinque ore e molti spunti polemici. Con Shelton invece Zverev è avanti 5-0, ma non s’incontrano dalle Finals di Torino dell’anno scorso.

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