Romano: "Io, azzurro ai Giochi del Mediterraneo!"

Il talento emergente scelto dall’italia nella prossima manifestazione. Farà anche il doppio

Gianluca StrocchiGianluca Strocchi

Pubblicato il 01.08.2026, 06:00

4 min

Una progressione costante. È quella di Filippo Romano, sia in singolare che in doppio. Il ragazzo nato a Sarzana il 7 luglio 2005 aveva chiuso il 2025 al n.574 in classifica e oggi è al 300° posto (in doppio è già in 166ª posizione, con un paio di titoli Challenger messi in bacheca in stagione dopo i due dell’anno scorso). Già considerato da junior uno dei prospetti più interessanti del panorama nazionale, prima di un infortunio alla spalla che lo aveva fermato, nell’impatto con il tour professionistico il giovane ligure ha confermato le sue qualità: semifinale a Cesenatico a febbraio e poi finale a Cherbourg gli acuti principali nel circuito Challenger. Non cambia la sostanza l’uscita al 1° turno a San Marino per mano del finlandese Otto Virtanen. “Avevo iniziato bene, poi quando si è trattato di chiudere il primo set ho avuto fretta e poca lucidità – ammette Romano -. E con avversari di spessore la paghi. Purtroppo quel passaggio a vuoto si è prolungato, in avvio di secondo set ho perso di nuovo il servizio e lui non mi ha concesso più chance. Era andata in modo analogo anche sull’erba di Birmingham e speravo che stavolta il risultato fosse diverso. Comunque posso ritenermi soddisfatto del 2026: mi ha dato progressi di gioco e quindi in classifica, conseguenza di ciò che uno riesce ad esprimere in campo. Ci sono ancora tanti margini di miglioramento, su ogni colpo e aspetto, a cominciare dalla continuità. Si deve lavorare sodo, insomma, e porsi obiettivi ambiziosi, ma sempre graduali”.

Le passioni di Romano

Il primo è ormai dietro l’angolo: i Giochi del Mediterraneo a Taranto, fra tre settimane. “Disputo i Challenger di Hagen, Todi e forse Sion   per arrivare pronto a quell’appuntamento – spiega Filippo, che considera Novak Djokovic il più forte tennista di tutti i tempi - Sarà un onore indossare la maglia azzurra e sono veramente felice per la convocazione. Non vedo l’ora di scendere in campo, anche in doppio con il mio amico Carlo Alberto Caniato. Speriamo di centrare una medaglia. Anche perché nell’edizione precedente Francesco Passaro si è messo al collo l’oro e in coppia con Matteo Arnaldi ha fatto il bis nel doppio. Meglio non pensarci, però, per non mettersi addosso pressione”. Nel suo percorso di crescita c’è uno step significativo a cui ambire. “Riuscire ad entrare nelle qualificazioni del primo Slam del 2027 in Australia. Non è semplice ma è un traguardo che sto cominciando ad intravvedere in termini di classifica e può diventare raggiungibile facendo bene da qui a fine stagione. Oltre al tennis? Preferisco passare il poco tempo libero con le persone a cui voglio bene, la mia ragazza Alice e i miei genitori, senza i loro sacrifici non potrei essere qui. Non ho passioni esagerate, neanche tra gli altri sport. Calcio? Simpatizzo per lo Spezia, perché sono di quella zona”. Per cercare di sfondare nel tennis il ligure ha però scelto Torino, dove è seguito da Gipo Arbino. “È una figura di riferimento fondamentale. Purtroppo non ha potuto accompagnarmi a San Marino perché ricoverato in ospedale per un’infezione alle anche, spero si rimetta presto. Mi sto trovando bene in una città come Torino, anche se dopo lunghi periodi un po’ mi manca il mare”.

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