
«Bello ma siamo senza casa: offriamo gelato e pasta»
Gioia, stanchezza, scaramanzia, consapevolezza. Tante le emozioni che si sono accavallate nella testa e nel cuore di Flavio Cobolli non appena ha stretto la mano ad Alex De Minaur al termine dell’ottavo di finale che l’ha promosso tra i migliori otto del torneo come già accaduto nel 2025. Una breve “vestizione” per affrontare, a caldo…che certo ieri a Londra non mancava, le domande dell’intervistatrice a bordo campo. Di nuovo nei quarti, quanto sei contento di aver vinto in tre? «Mi sentivo stanco, quindi sono molto felice – ha detto la testa di serie numero nove del main draw – di aver concluso in tre frazioni. Questo significa poter avere più energie per il prossimo turno. Quest’anno il clima è caldissimo, lo vediamo anche nelle reazioni del pubblico. Lo ringrazio tantissimo per essere qui. Sono orgoglioso di me stesso». Alla pausa per un malore tra il pubblico i due contendenti si sono seduti uno accanto all’altro e hanno parlottato: «C’è molto rispetto tra me e Alex – ha proseguito l’azzurro - sia come persona che giocatore…mi piace meno competere contro di lui sul campo perché è un gran lottatore, come il sottoscritto, ed è completo su ogni superficie. Durante la pausa abbiamo chiacchierato un po’. Mi ha detto che si aspettava che ci sarebbero state altre problematiche tra il pubblico in ragione delle alte temperature».
La prossima sfida
Flavio tornerà in gara domani. Giusto pensare a qualche piccolo festeggiamento per i quarti conquistati: Ora il gelato, questa sera (ieri sera per chi legge ndr) pasta pomodoro e cipolla, cucina papà. L’idea è quella di guardare Spagna e Portogallo». Un po’ di scaramanzia, come detto, non guasta: «Spero di arrivare presto a casa, anche se non ce l’abbiamo in questo momento. Abbiamo i bagagli fatti nella vecchia casa…anzi ne approfitto, se c’è qualcuno che vuole fornircene una nuova avrà gelato e pasta assicurati». Cobolli e famiglia evidentemente avevano affittato una casa solo per la prima settimana. Ora è iniziata e in grande stile, anche la seconda. Così Cobolli, sul match vinto contro l’australiano: «Per tanti ero sfavorito, ma quando succede io mi carico. E credo che oggi si siano pentiti un po’ tutti». Un rapporto, quello tra l’erba e Flavio, che è radicalmente cambiato: «Tre anni fa odiavo l’erba, come tutti coloro che sono cresciuti sulla terra. Oggi mi piace molto giocare sull’erba, ma di Wimbledon. Perché è diversa. La trovo proprio un’altra superficie, a parte, diversa da tutte le altre. Su quest’erba io gioco molto bene. Sono contento e fiero di come sto giocando e di come sto affrontando le partite. Sono riuscito a rimontare e rimanere lì, in lotta».
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