Berrettini si regala... Bublik
È già un Matteo che rincuora, quello che vedo sgambettare felice di poter rimettere insieme i pezzi di se stesso, sparsi per l’universo tennistico, mentre il canale televisivo veicola ai cambi di campo, uno via l’altro, gli spot di Sinner nei panni del cuoco che dispone gli spaghetti sul piatto con la tecnica dei grandi chef, ben arrotolati, trenta grammi a porzione. Un Berrettini che ormai intravede, sul puzzle che si sta formando, l’immagine del suo lato migliore, caparbio e sicuro nei colpi che l’hanno sempre sostenuto.
Indian Wells e il lavoro con Enqvist: la rinascita di Berrettini
I giorni di Indian Wells, trascorsi fra una vittoria con Mannarino e una sconfitta con Zverev, poi dedicati a se stesso e ai consigli di Thomas Enqvist, che ha affiancato l’amico Bega sulla panca del romano (coach e bi-coach), l’hanno già rimesso al mondo, rilanciandolo in un format assai vicino a quello del Berrettini che sa che cosa vuole, e soprattutto, come ottenerlo. Fresco nello spirito, più veloce nelle gambe, capaci addirittura di spingerlo a recuperi estremi negli angoli del campo, ben attrezzato anche dalla parte del rovescio, dove l’avversario francese, Alexander Muller, detto Lamull (che non significa “la moule”, la cozza, ma viene dal suo cognome, abbreviato), ha tentato all’inizio di lavorare con profitto, salvo farsi venire presto il dubbio che fosse la scelta giusta. Servizioni che era un piacere vederli, e parecchi punti nell’uno-due in avvio, con il dritto centrato non sempre al meglio, ma già pesante come un termosifone scagliato dal quinto piano.
Ranking, sfide e vittoria su Muller: i numeri del match
Peccato vi sia subito il confronto con Bublik, in questo torneo dal quale dipende la tenuta in classifica di Matteo. Il ranking “live”, che gli ha già sfilato i 170 punti dell’anno scorso, lo vede oggi al 94° gradino, ed è un peccato, e forse un’ingiustizia, perché lo obbligherà a far calcoli (Montecarlo gli ha regalato comunque una wild card) laddove avrebbe il bisogno di pensare esclusivamente alla qualità del suo tennis. Che sta tornando, e lo sa anche lui, che è riuscito a trovare subito il grimaldello per lasciarsi Muller alle spalle. Un break nel terzo game del primo set, colto in percussione e utile a far gara di testa, senza concedere nulla al francese, e altri due nel secondo, uno nel primo game, l’altro nel settimo, colti con decisa autorevolezza. Le uniche palle break, per Muller, sono giunte sul 5-2 della seconda frazione, quando Matteo ha servito per il match. Ma la maggior parte delle volte in cui il francese ha accarezzato l’idea di poter allungare il confronto (quattro in tutto), Berrettini l’ha travolto con gli ace e con alcune formidabili conclusioni con il dritto (una, in corsa, dopo uno scambio acceso, ha fatto scattare in piedi il pubblico del Butch Bucholtz, il campo dedicato al campione che ha dato forma al torneo di Miami) mostrando di aver recuperato anche il suo vecchio “vizio” di tenere duro fino alla fine.
Obiettivi futuri e infortuni: Berrettini e Musetti verso Montecarlo
Il conto conclusivo riporta 9 ace per Matteo, con un solo doppio fallo (5-2, il francese), le prime di servizio tradotte in punti al 71%, 22 vincenti e 28 errori non forzati. Una pagella che attende ulteriori miglioramenti, in quasi tutti i settori del gioco di Matteo. Ma siamo sulla buona strada («Sono contento, ho servito bene e so che percorso mi aspetta: la prossima con Bublik sarà difficile ma sono carico», le parole di The Hammer rinfrancato). Del resto, ha già pagato il dazio agli infortuni, non ha giocato in Australia e quella di ieri è stata appena la nona partita di una stagione cominciata a Buenos Aires. Piuttosto, sotto il maglio degli infortuni a ripetizione quest’anno ci è finito Lorenzo Musetti, bloccato nei quarti a Melbourne, a un passo dalla vittoria su Nole Djokovic, e costretto al forfait a Miami (potrebbe costargli il quinto posto in classifica) per un problema al braccio destro (affaticamento). Ritiro doloroso, il suo, ma forse utile per anticipare gli allenamenti a Montecarlo, dove l’anno scorso fu finalista. Ci arriverà senza match nelle gambe, ma l’importante è che possa essere al via senza problemi.
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