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Jannik sulla faglia, Carlos sul velluto

Sorteggiato il tabellone di Indian Wells, dove le scosse sono all’ordine del giorno: cammino più agevole per Alcaraz

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 04.03.2026, 13:30

5 min

Succedono cose, a Indian Wells. Cose di vario tipo, ma sempre in stretta colleganza a una terra instabile, capricciosa il suo. Deserto, tennis e portafogli gonfi. Con un santo che da quelle parti è l’emblema della turbolenza fatta divinità. Sant’Andrea, lì San Andreas, che è anche il nome della faglia ballerina che scorre sotto un insieme di cittadine (La Quinta, Palm Springs, Palm Desert), tutte a pochi chilometri da Los Angeles, che hanno in comune il tennis – attuale, o passato, come quello anni Settanta del circuito Wct – e una citazione nella Top Ten statunitense degli agglomerati urbani a più alto reddito. Quello di Indian, in media, è di 120 mila dollari a famiglia. Diecimila scosse telluriche l’anno non sono sufficienti a convincere i ricconi della zona a cambiare città, evidentemente più si è agiati più si ama il brivido. Ma soprattutto stare insieme in una comunità di prima classe della quale il capo supremo è Larry Ellison, 84 anni, fondatore di Oracle (database per computer), sostenitore dell’Americas Cup di vela e presidente del torneo di tennis. E se per un giorno i sismografi tacciono, si dice che il santo ha fatto il miracolo. Magari su richiesta di Ellison…

La reunion tra Sinner e Alcaraz

E dunque, che cosa succede quest’anno a Indian Wells? Intanto si attende di sapere se Medvedev e Draper riusciranno a esserci. Sono bloccati a Dubai, aeroporto chiuso per la rappresaglia iraniana. Il torneo è al via, le ore sono contate. E Draper (che ha ripreso da poco dopo un lungo infortunio) è il vincitore della scorsa edizione. Poi la reunion tra Alcaraz e Sinner, la terza stagionale, le prime due mortificate dalle sconfitte di Sinner. Ma questo è un punto di vista strettamente italiano. Fossi spagnolo dovrei scrivere che le prime due sono state santificate dalle vittorie di Carlitos. Melbourne, Doha… Là contro Djokovic, lì alle prese col francese Fils. Una finale, quella in Qatar, in cui Carlos ha dato un segnale di ineluttabilità da autentico primo della classe. Un colpo, un punto. Il numero uno è lui, e vuole tutto. Dunque vorrà anche Indian Wells, torneo che ha vinto nel 2023 e nel 2024, sempre battendo Sinner in semifinale. Il sorteggio di questa edizione gli propone, dopo il bye, Dimitrov o Atmane, poi Rinderknech o Van de Zandschulp in terzo turno, Ruud o Vacherot per gli ottavi, De Minaur o Bublik nei quarti. Semifinale contro Djokovic o forse Fritz. Nole non gioca un match dagli Australian Open. Si vedrà…

Le parole di Sinner

Sinner è sulla faglia da qualche giorno. «La stagione finora è stata buona, sono felice di come mi sento mentalmente - ha spiegato ieri -. Ora mi concentro su questi due apputamenti molto importanti, prima di andare sulla terra. Sono fiducioso di poter giocare un buon tennis. A Doha forse ho rallentato troppo il mio gioco, voglio tornare a spingere di più». Jannik si allena con una maglietta finalmente colorata, un po’ messicana, con una ruota che si frantuma in mille schegge, neanche fosse stata colpita da uno dei suoi dritti. Quelli di una volta… Però sorride, c’è Vagnozzi e c’è pure Cahill. E si spera vi sia anche un altro outfit, per lui, oltre quello un po’ dimesso, con pantaloncini marrone e maglietta color senape andata a male, sfoggiato in Australia e in Qatar. Pagine da chiudere il prima possibile, come quella del caso Clostebol, che cominciò proprio da un controllo effettuato a Indian Wells 2024. Un milionesimo di grammo… Quantità che non sarebbe servita a dopare nemmeno un criceto.

Il tabellone di Sinner

Sorteggio però meno agevole, quello in dote a Sinner. Tutti gli italiani (a parte Darderi, che in 3° turno dovrà vedersela con Bublik, e Arnaldi, al via con un qualificato), sono dalla parte di Jannik. Da Musetti al rientro (Fucsovics, poi un duro confronto con Fils), a Cobolli che ritrova gli amici battuti ad Acapulco (Kecmanovic, poi Tiafoe). E anche Berrettini, subito intralciato da Mannarino, e Bellucci (Diallo). Stanno tutti lì, a fare da scorta a Sinner, che apre con Duckworth, poi dovrà occuparsi di un terzetto pericoloso (vedremo chi la spunterà fra Tsitsipas, Shapovalov ed Etcheverry). Agli ottavi, Paul o Khachanov. Ai quarti Mensik (l’ultimo che l’abbia fulminato sulla strada per Doha) o Shelton… Per una semifinale con Musetti, o magari Cobolli, ma più probabilmente Zverev.

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