
Così la piccola Jasmine Paolini vuol tornare grande
Un test assai impegnativo ma proprio per questo al tempo stesso probante per avvicinarsi al meglio agli Australian Open. È quello che affronta Jasmine Paolini, chiamata a dividere il campo oggi sul cemento di Melbourne in un incontro di esibizione con Elena Rybakina, numero 5 del ranking mondiale (alle 7 diretta streaming su Eurosport 1, Discovery+ e Dazn) dove l’azzurra è appena risalita di un gradino, al 7° posto, approfittando dei due passi indietro di Madison Keys. In extremis il nome della toscana è comparso nella programmazione della Opening Week, serie di eventi che fanno da antipasto al primo Slam. La trentenne di Bagni di Lucca ha preso il posto della cinese Zheng Qinwen, che ha rinunciato al major in cui è stata finalista nel 2024, non sentendosi ancora pronta dopo l’operazione al gomito destro. Con la “maestra” kazaka saggerà dunque le sue condizioni di forma la trionfatrice degli Internazionali di Roma 2025, che ha aperto la propria stagione con una vittoria e una sconfitta in United Cup, competizione per nazionali miste: Paolini all’esordio ha perso con la svizzera Belinda Bencic e poi ha superato la francese Leolia Jeanjean. Proprio al termine di questo confronto una situazione che aveva originato un caso sui social: mentre tutta la panchina transalpina si congratulava con l'azzurra, Arthur Rinderknech ne aveva ignorato il saluto, girato dall'altra parte, apparentemente impegnato in un colloquio con qualcuno in tribuna. Un gesto diventato virale e accompagnato da critiche, anche perché avvenuto in un contesto all’insegna del fair play. Ad archiviarle è stato il 30enne di Gassin, pubblicando una storia Instagram con un selfie che lo ritrae sorridente accanto a Jasmine su un campo di allenamento. A corredo poche parole ma chiarissime: "Grazie agli haters siamo diventati amici", con le bandiere di Italia e Francia e due emoticon.
Le azzurre
Dopo gli alti e bassi dello scorso anno, segnato dall’interruzione in primavera del rapporto con lo storico coach Renzo Furlan e dalla breve parentesi accanto allo spagnolo Marc López, senza dimenticare la pressione di difendere le finali di Roland Garros e Wimbledon 2024, ora per consolidarsi ai vertici la punta di diamante tricolore fa affidamento su Danilo Pizzorno e Sara Errani quali figure chiave del suo team. Il fatto che il torinese guru della videoanalisi (reduce da una positiva esperienza al fianco di Liudmila Samsonova) abbia dato supporto tecnico fin dal 2020 al duo Furlan-Paolini può essere un vantaggio in termini di conoscenza reciproca, così come le capacità di lettura tattica dell’esperta romagnola, con cui sta scrivendo pagine di storia in doppio. Obiettivo principale è arricchire il tennis di questa “piccola grande donna” per poter tener testa al power tennis delle big, forti di un’indubbia superiorità fisica. Una prima, significativa, risposta in tal senso la daranno proprio gli Australian Open. A proposito di azzurre, Elisabetta Cocciaretto ha esordito positivamente nel tabellone principale del Wta 250 di Hobart: dopo aver superato le qualificazioni, la 24enne di Fermo ha regolato 6-3 6-4 la giapponese Ayano Shimizu, pure lei qualificata. Prossima avversaria, domani, l’altra americana Ann Li, n.4 del seeding.
La polemica Kostyuk-Sabalenka
Intanto Aryna Sabalenka è tornata sulla polemica che l’ha vista - non per volontà sua, va detto - contrapposta all’ucraina Kostyuk dopo aver vintio la finale di Brisbane. «Non mi ha stretto la mano? Mi ha ignorata? È una sua scelta, una sua posizione, che non mi riguarda; io guardo all’aspetto sportivo, a dare il meglio di me, solo a quello penso quando scendo in campo. E se mi sono messa in posa mostrando i muscoli è stato solo per scherzare con il mio staff, considerata la potenza di alcuni colpi che avevo sfoderato in partita». Alternati, però, a variazioni di gioco inedite per una tennista aggressiva che ira sempre al massimo come la bielorussa numero 1 al mondo: «Sono contenta che si sia notato; credo di averci lavorato da sempre, con poca fortuna in verità. Ora inizio a vedere qualche risultato: posso giocare in tocco, in slice, a rete e in difesa». Un motivo di curiosità in più verso Melbourne.
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