Muso, missione Torino: «Ma zero pressione»  

Lorenzo è nei magnifici 8: deve guardarsi da Draper e Auger-Aliassime, ma può essere aiutato da Djokovic. «Andare alla Atp Finals è il mio obiettivo principale» 

Gianluca StrocchiGianluca Strocchi

Pubblicato il 09.09.2025, 13:30

5 min

È un uomo in missione, Lorenzo Musetti. Si chiama Torino la “destinazione paradiso” del talento azzurro, che coincide con il sogno dei tifosi dell’Italtennis di vedere due suoi portacolori tra gli otto protagonisti del torneo dei maestri (già qualificati Carlos Alcaraz e Jannik Sinner). Grazie ai suoi primi quarti di finale agli US Open (dove è stato stoppato nel derby tricolore proprio dall’altoatesino) il 23enne di Carrara è risalito in nona posizione nel ranking mondiale, ma soprattutto si è portato all’ottavo posto nella Race, la classifica che tiene conto dei risultati dell’anno solare e stabilisce gli otto qualificati per le Finals (dal 9 al 16 novembre alla Inalpi Arena). Sono 3.070 al momento i punti raccolti da Muso, grazie a una combinazione tutta italiana di eleganza e potenza che tanto piace agli appassionati.

Il costante miglioramento di Musetti

Anche se in singolare nel circuito maggiore non conquista un titolo dal 2022 (Amburgo e Napoli), il toscano ha raggiunto le semifinali quest’anno al Roland Garros e nei tre Masters 1000 sulla terra (Monte-Carlo, Madrid e Roma), arrivando all’ultimo atto nel Principato. L’infortunio patito a Parigi nel match con Alcaraz e un virus contratto due giorni prima dello Slam sull’erba lo hanno condizionato a Wimbledon (semifinalista dodici mesi prima), dove è uscito all’esordio per mano del georgiano Basilashvili. «Avevo perso quasi tre chili, non ero in gran forma. Volevo provare ad avere una possibilità, ma non avevo l’energia e la forza per giocare come so» ha raccontato Lorenzo, che dopo un inizio difficile nella tournée nordamericana sul cemento ha cambiato marcia proprio a New York, guadagnando per la prima volta un posto tra i migliori otto in un Major su questa superficie. Un piazzamento che gli ha consentito di scavalcare Jack Draper, costretto al ritiro agli US Open per il riacutizzarsi dell’infortunio al braccio e ora 9° a quota 2.990, 80 punti meno di Musetti, che a sua volta si trova a sole 75 lunghezze da Alex De Minaur (3.145), 7° nella Race preceduto dagli statunitensi Taylor Fritz (3.465) e Ben Shelton (3.710). Oltre che dal mancino britannico l’azzurro (bilancio stagionale 30 vittorie e 13 sconfitte) dovrà ora guardarsi anche dal canadese Felix Auger-Aliassime (10° con 2.705 punti), ritornato prepotentemente in corsa grazie alla semifinale nella Grande Mela dove ha eliminato Zverev, Rublev e De Minaur, mettendo anche paura a Sinner. 

Musetti, unico obiettivo

Insomma, a due mesi dal prestigioso evento nel capoluogo piemontese si infiamma la lotta per meritarsi un posto. «È il mio obiettivo principale, anche se non voglio mettermi troppa pressione. Tento di essere costante ed ottenere più punti possibile» ha ripetuto spesso il carrarino. Probabilmente decisiva per le sue ambizioni sarà l’imminente trasferta asiatica, al via la prossima settimana dopo le sfide di Coppa Davis che promuoveranno le altre nazionali per la fase finale a Bologna (18-23 novembre) con l’Italia campione in carica. Salvo cancellazioni dell’ultim’ora Musetti è iscritto all’Atp 250 cinese di Chengdu (in entry list subito dietro a Draper), dove è stato finalista nel 2024, poi sarà in campo nel 500 di Pechino (25 settembre-1 ottobre) e quindi nel 1000 di Shanghai (1-12 ottobre). Per il bottino di punti che mette in palio il mese della verità per l’italiano. 

L'aiuto di Djokovic

Una mano potrebbe venire da Novak Djokovic (3° nella Race con 4.180 punti, gli stessi di Alexander Zverev), che oltre alla ricchissima esibizione Six Kings Slam in Arabia (15-18 ottobre) ha affermato di avere in programma solo l’Atp 250 di Atene, organizzato dal fratello Djordje, lasciando intuire che potrebbe rinunciare alle Finals come nel 2024. In ogni caso coach Simone Tartarini sprona il suo cavallo di razza: «Lorenzo ha capito che può giocare bene anche sul cemento e non deve avere i pregiudizi che ogni tanto ha. La corsa per Torino è apertissima e può ambire ad andarci. Ecco perché la trasferta in Cina sarà un banco di prova importante». Sperando davvero che “il meglio deve ancora venire”, le parole di una canzone di Ligabue che Muso ha tatuate sulla costola.

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