Sinner e i suoi fratelli: belli, bravi e... vincenti

Musetti fantastico sulla terra e non soltanto, gli acuti di Cobolli e Darderi, la grinta di Sonego, il talento di Bellucci e Cinà. Paolini leader e Vavassori-Errani show

Roberto BertellinoRoberto Bertellino

Pubblicato il 08.09.2025, 13:15

6 min

È stato un grande anno quello fin qui messo in campo dal tennis italiano. Il primo interprete del movimento è stato Jannik Sinner, scontato ricordarlo, che lo ha aperto con la vittoria Slam agli Australian Open centrata in finale ai danni di Alexander Zverev. Terzo titolo Slam per il campione altoatesino che è poi rimasto fermo per tre mesi a causa del patteggiamento con la Wada legato al caso Clostebol. Alla ripresa sono arrivate per lui le finali a Roma e al Roland Garros, perse contro Alcaraz, ma soprattutto la prima storica affermazione di un azzurro a Wimbledon. Nella marcia di avvicinamento agli US Open Jannik ha colto anche la finale nel 1000 di Cincinnati, non finita per il virus che lo ha costretto al ritiro sullo 0-5 del primo set.

L'esplosione di Musetti

Il 2025 ha visto anche la definitiva esplosione di Lorenzo Musetti, autore di una serie sulla terra rossa a dir poco strepitosa, con la finale a Montecarlo e le semifinali di Roma e Parigi. Risultati che lo hanno proiettato al best ranking di n° 6 Atp. Un infortunio lo ha bloccato impedendogli di essere protagonista della stagione sull’erba e difendere la semifinale 2024 a Wimbledon. Il “Muso” si è però ripreso per la sequenza di tornei sul cemento cogliendo agli US Open il suo primo quarto in carriera. Risultato che lo ha riproposto al nono posto nel ranking e all’ottavo della “Race to Turin”, tenendo in vita l’obiettivo di essere tra i migliori otto alle Finals di Torino. Sarebbe un altro momento storico per il tennis di casa nostra avere due partecipanti al torneo dei “maestri” di fine anno. Il 2025 ha visto la crescita esponenziale anche di Flavio Cobolli che dopo aver risolto alcuni problemi fisici che lo hanno condizionato in avvio, ha centrato i suoi primi titoli Atp, nel 250 di Bucarest e nel 500 di Amburgo, salendo poi nei quarti a Wimbledon. Il romano figlio d’arte ha così scalato la graduatoria cogliendo il best ranking di n. 17 il 28 luglio scorso. Anche Luciano Darderi ha dato il meglio di sé nei primi nove mesi della stagione andando a bersaglio e sempre sulla terra rossa nei 250 Atp di Marrakech, in Marocco, a fine marzo, poi in sequenza prima della stagione sul cemento americano a Bastad e Umago, altri due 250. Intanto ha raggiunto il terzo turno sia a Wimbledon che agli US Open dimostrando di essere migliorato anche su diverse superfici.

La stagione degli altri azzurri

La lista dei giocatori azzurri che si sono distinti è ancora lunga e comprende anche Lorenzo Sonego, per la prima volta nei quarti in un torneo dello Slam, agli Australian Open, e capace di centrare anche gli ottavi a Wimbledon, confermandosi top 50 ma rientrando anche nei top 40 in diverse settimane. Meriterebbe un capitolo a parte Matteo Berrettini, al momento un’incognita in cerca di certezze soprattutto mentali dopo gli ennesimi stop per infortunio. L’Italia al maschile ha salutato con piacere anche lo stabile ingresso di Mattia Bellucci tra i top 100. Il talentuoso lombardo ha spiccato il volo a Rotterdam issandosi fino alla semifinale e a Wimbledon ha saputo portarsi al 3° turno. Sta cercando continuità ma il suo tennis è capace di mettere in difficoltà anche i grandi. Ciò vale anche per Luca Nardi, pesarese di talento ma ancora troppo incostante. Ottimi segnali sono arrivati anche da Andrea Pellegrino, al best ranking di n° 128 del mondo, Matteo Gigante, sempre più presente nei grandi tornei, e Francesco Passaro. Dietro a loro, i top 100 che annoverano anche Matteo Arnaldi (interlocutorio il suo 2025) ci sono i giovanissimi che bussano alla porta. Su tutti Cinà, alla soglia dei top 200, Vasamì, a segno nel Bonfiglio di Milano e Basile.

Paolini-Errani, bilancio d'oro

Non possiamo di menticare il doppio, che ha ormai in Vavassori e Bolelli due punti fermi. Il tandem ha ripetuto la finale agli Australian Open, e vinto tre tornei 500, Rotterdam, Amburgo e Washington. Anche per loro il sogno di tornare alle Finals di Torino è ancora vivo. Vavassori si è tolto la soddisfazione di vincere il doppio misto agli US Open per il secondo anno consecutivo a fianco di Sara Errani, in quello che avrebbe dovuto essere il torneo dei campioni del singolo. Un altro bel tripudio azzurro. In chiave femminile chiudiamo il bilancio d’oro del tennis azzurro 2025. Jasmine Paolini si è confermata tra le top ten vincendo per la prima volta gli Internazionali BNL d’Italia. Qui ha fatto il bis, in singolare e in doppio. Nella rassegna di tandem ha centrato anche il prestigioso titolo, con Sara Errani, al Roland Garros. “Jas” si è confermata dunque tra le grandi e non era facile dopo la strabiliante 2024. Ma gli italiani ormai ci hanno abituati a splendere in ogni dove.

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