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Sinner-Musetti-Cobolli: grand’Italia serve il tris

Gli azzurri, nella parte alta del tabellone, puntano a sfidarsi nei derby. Jannik con Popyrin, l’esperto Goffin per Lorenzo e Flavio sfida Brooksby

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 28.08.2025, 13:00

6 min

«Lui è meglio di me». Con la semplicità che fa da supporto ai ragionamenti accurati, Jannik presentò così Lorenzo Musetti al pubblico televisivo del tennis che ancora non lo conosceva. Anno 2020, il primo della pandemia. Gli Internazionali si giocarono a settembre, a porte chiuse, infilati tra gli US Open e il Roland Garros, in un calendario rabberciato (furono 40 i tornei annullati) e riscritto più volte che mischiava terra e cemento. Ma non l’erba, la grande rinuncia dell’anno fu quella dei Championships. Talmente inconsueta e dolorosa che molti si chiesero se il tennis sarebbe riuscito a sopravvivere.  Sono passati sei anni e sembra una vita. L’occasione venne dalla presenza agli ottavi del Foro di 4 italiani, un record per il tennis Open. Erano Berrettini, opposto a Travaglia, Sinner contro Dimitrov (dopo i successi su Paire e Tsitsipas) e Musetti di fronte al tedesco Koepfer (incoraggiato dalle vittorie sugli ex Top Five Nishikori e Wawrinka).

'Musetti meglio di Sinner?'

La frase aprì il dibattito sul web, sui social, nei circoli. Musetti meglio di Sinner? Il ragazzo di Carrara non aveva grandi speranze di registrare una maggioranza di commenti a proprio favore. Veniva da esperienze assai ridotte nel Tour e lo conoscevano in pochi. Aveva scelto la strada dei tornei juniores, finalista agli US Open dell’anno prima, poi vittorioso in Australia. Era stato Ivan Lendl a premiarlo. Poi si era gettato con entusiasmo nei circuiti Future e Challenger. Sinner invece veniva dal mondo di chi non crede alle competizioni giovanili. I suoi primi tornei erano già banchi di prova di tutto rispetto. Insomma, due modi dissimili di giungere alla fioritura. Ma perché metterli in contrapposizione? Semplice, le rivalità sono il succo dello sport. Amici di pianerottolo per molti anni a Montecarlo, ora non più, i due mantengono le convinzioni maturate nei primi incontri. Jannik è estasiato dalle qualità tecniche di Musetti, Lorenzo ritiene quasi sovrannaturali alcune doti del collega numero uno, su tutte l’organizzazione attenta di ogni particolare e la presenza mentale che imprime su ogni match, quasi un marchio di fabbrica. 

Musetti, occhi puntati verso Sinner ed Alcaraz

Non erano giochi da ragazzi. Se l’amicizia si è rassodata negli anni, anche attraverso la comune frequentazione della Davis, la rivalità non è venuta meno, e proprio l’altro ieri, Lorenzo Musetti, detto anche Lore, Lollo, Muse o Muso, ha parlato per la prima volta di un progetto “da numero uno”. «Il tennis in Italia sta vivendo un periodo epocale, è un grande orgoglio farne parte», ha detto Lore dopo la vittoria sul francese Mpetschi-Perricard, uno che serve la prima a 240 e la seconda a 220, e se sapesse anche giocare a tennis sarebbe un pericolo per tutti. «Sto uscendo da un periodo difficile, dopo l’infortunio nella semifinale di Parigi. Ma quest’anno ho centrato l’obiettivo principale, entrare fra i primi dieci. Credo sia giusto chiedermi, a questo punto, perché non pensare anche al numero uno?». Dovrà prima di tutto diventare il “terzo incomodo”, farsi largo fra un’accanita schiera d’inseguitori, imparare a batterli. Poi tentare la scalata a Sinner e Alcaraz. Non sarà facile, eppure Lorenzo non è così lontano. 

Cobolli ed il ruolo da 'terzo' in Italia

Un terzo incomodo serve al tennis. È un ruolo fondamentale. Nel settore “made in Italy” c’era Berrettini (fino al 2022 il più forte), che poi ha lasciato il compito all’amico che accompagnava per mano ai primi tornei, Flavio Cobolli, che Wimbledon ha spinto al numero 17, ma due o tre sconfitte sul cemento («La prima, in particolare, con Shelton che stava per battere, gli ha creato qualche dubbio di troppo», spiega papà Stefano) l’hanno riportato indietro, ora è 26. Ha battuto al quinto Passaro, gioca oggi con Jenson Brooksby (1-0 per l’americano nei “testa a testa”) e non sarà facile, anche se Jenson, dopo una squalifica per aver saltato tre appuntamenti con l’antidoping e un’infinita serie di infortuni ha ripreso solo da pochi mesi. Una vittoria condurrebbe Cobbo a un derby in 3° turno con Musetti, atteso prima dal belga Goffin (2-1 per Lorenzo).

Il possibile incontro tra Sinner e Cobolli

Ai quarti potrebbe esserci il rendez-vous con Sinner, impegnato oggi con Popyrin. «È un match difficile, Alexei si trova bene su questi campi, l’anno scorso eliminò Djokovic, dovrò stare molto attento», si prepara (e si carica) Jannik, sotto 0-1 contro l’australiano di origini russe (ma il match è lontano 5 anni). Peccato siano finiti tutti dalla stessa parte. Ma lo ammetto, è un punto di vista italiano. Magari altri pensano l’esatto contrario, ben felici che i “nostri” possano eliminarsi a vicenda. Ultime da Sesto, Alto Adige. Il sito “Trento Today” ha rivelato che Sinner ha acquistato i campi dove ha cominciato a giocare, per metterli a disposizione gratuita di tutti i bambini che non possono sostenere le spese. Una bella iniziativa. E ancora più bella la targa che ha fatto apporre all’ingresso: “Rendo a questo luogo solo ciò che mi ha dato. Forza! Non abbandonare mai i tuoi sogni”. 


 

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