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Alt Bellucci-Darderi ma l’Italia cala il tris

I due si arrendono all'idolo di casa Norrie e Thompson

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 05.07.2025, 09:11

5 min

WIMBLEDON - Mattia Bellucci ha qualcosa che lo differenzia dagli altri tennisti, anche dal gruppo italiano dei Top100, basculante in questi mesi tra le nove e le dieci unità, come dire che un dieci per cento del tennis di vertice è nostro (e non è poco)… Parla bene, Mattia e scusatemi se parto da qui, ma colpisce il buon uso della lingua italiana, la scelta delle parole. Mai la prima che gli passi per la testa, un piacere starlo a sentire. Avrei potuto cominciare dal servizio, o meglio, dalla posizione che assume nella battuta, capace di piegare la schiena meglio di un contorsionista, di certo meglio di John McEnroe che fu il primo a inarcarsi fin quasi a spostare, con le spalle, il baricentro del corpo. Una particolarità che lo accomuna a Ben Shelton, gran colpitore di prime palle. E mancino anche lui, come John e come Mattia, che per essere un 178 centimetri ha mostrato di poter arrivare facile ai 220 orari.

Bellucci si arrende a Norrie

Ma la prova di Bellucci contro Cameron Norrie, solo soletto contro l’intero Number One che tifava per l’ultimo british rimasto in gara, è mancata proprio sul colpo d’avvio, apparso incerto dopo essere stato sicuro e decisivo nei giorni scorsi. Lì sono nate le difficoltà di un match che ha visto Mattia avanti nel primo set, 4-2, poi alle prese con una quantità industriale di palle break (7 addirittura quelle sprecate nel primo set). Annullate una a una da Norrie, che ha trasformato un possibile 5-2 per l’italiano in un 5-4 a proprio favore, ritrovando il filo del gioco in tempo per annettere il primo tie break e poi correre sul velluto. Di questo bel terzo turno, dopo un avvio di stagione più difficile del previsto, resta a Bellucci il numero 63 della classifica live. Al momento il suo best ranking. «Ma voglio provare a crescere ancora di livello, quello di oggi non mi basta», fa sapere.

Il ko di Darderi

Non è stato l’unico a farsi da parte, però, al giro di boa della prima settimana. È caduto anche Luciano Darderi, contro un australiano, Jordan Thompson, che sull’erba c’è nato (e ha vinto i suoi unici due titoli nel circuito). Di buono c’è che Luciano ha lottato, punto su punto. È nel suo stile, si dirà, ma farlo sull’erba e contro un erbivoro, seppure non di primissima scelta (e poco intenzionato a esibirsi nel serve and volley, almeno fino agli ultimi game, nei quali ha dilagato), non è da poco. Ha strappato un set Luciano, il terzo, opponendosi con garra argentina al tennis di Thompson, e ha dato l’impressione di potersi arrampicare fino al quinto. Due errori banali e il buon ritorno dell’australiano agli schemi d’attacco, hanno anestetizzato le speranze di Darderi. «Non sono stato bene ieri, mi prendo questo terzo turno che mi riporta al numero 55 della classifica. Posso fare di più, ma sto dimostrando di poterci riuscire su tutte le superfici».

Tocca a Sonego, Cobolli e Sinnet

Le due sconfitte riducono a tre le possibili presenze italiane agli ottavi. Ma non sarà quella di ieri una giornata da ricordare. Hanno perso anche Errani e Paolini, in doppio, e l’unica vittoria è giunta dal misto, primo turno, con Errani e Vavassori opposti alla coppia britannica Cash-Watson. Tutto facile per i due che hanno firmato gli US Open 2024 e poche settimane fa il loro primo Roland Garros. Tocca così a Sinner, Cobolli e Sonego rialzare il livello della partecipazione italiana. Il n°1 uno apre il sabato sul Centre Court, contro Pedro Martinez, numero 52 Atp, che ha approfittato di un tabellone di buoni pedalatori da terra rossa, nel quale Shapovalov avrebbe dovuto farla da padrone. Cobolli introduce la giornata sul campo 12 (alle ore 12, per non sbagliare). Il match con Mensik valeva una scenografia più adeguata, ma i due devono ancora farsi conoscere sull’erba. Non si sono mai incontrati, match apertissimo. Infine, secondo match, sul campo 14, Sonego opposto a Nakashima, con una vittoria del torinese quest’anno sul cemento outdoor di Hong Kong. Tocca a lui, visto in buona forma, trasformarlo nell’accesso agli ottavi e alla seconda settimana del torneo.

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