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Oltre al bomber il tridente: Cobolli-Sonego-Darderi!

Giornata made in Italy con le vittorie su Jones, Basilashvili e Fery

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 04.07.2025, 13:30

6 min

Un terzo turno, ma da moltiplicare per quattro. Un piccolo Grand Slam tutto per lui, che non finirà nei libri di storia, ma gli offre un’etichetta di “origine controllata” che pochi hanno ricevuto tra i tennisti italiani. Sinner, Berrettini, Musetti, Fognini e Seppi, anche Sonego, ma non Adriano Panatta, per esempio, che a Melbourne giunse una sola volta da giocatore, diciottenne, per studiare il tennis che si giocava all’altro capo del mondo. Flavio Cobolli ce l’ha fatta in due stagioni. Nel 2024 sul cemento, Australian Open e New York, con la perla delle sei vittorie ottenute a Melbourne, tre nelle qualificazioni, prima di stendere Jarry al quinto set del primo turno.

Cobolli, i complimenti di Panatta

Quest’anno Parigi e Wimbledon, che gli vale un best ranking al numero 22 nella classifica live e i complimenti di Adriano Panatta che lo conosce da quando il padre e coach di Flavio, Stefano, che fu tra i ragazzi convocati al centro tecnico di Riano, l’ha portato al circolo di Treviso per trascorrere una giornata assieme, e farsi dare qualche buon consiglio. «Mi piace tanto, Flavio», dice Adriano nel podcast che tiene con Bertolucci, «è uno che sta lì e gioca, corre, lotta e non la dà mai vinta a nessuno. Se perde è perché sta giocando contro uno dei primi. Dategli fiducia, Cobolli sul campo si muove come i primi cinque». Dichiarazioni che valgono una laurea. Confermate dal match di ieri, vinto «giocando il miglior primo set della stagione», incalza papà Stefano, con orgoglio. Ma anche rimediando con un break giunto nel momento più opportuno, a un secondo set condotto 5-2, poi diventato assai traballante, con la rimonta del giovane avversario britannico fino al 5 pari. Lì Cobolli ha ripreso la partita in mano e l’ha condotta svelto fino alla conclusione, che lo consegna a un terzo turno contro Jakub Mensik, diciannovenne ceco vincitore a Miami. Flavio, 23 anni, non l’ha mai incontrato. Ma non scenderà in campo da sfavorito, non gli capita più da tempo.

In palio c’è il numero 20 della classifica

In palio c’è il numero 20 della classifica. E lui ci tiene. «Il mio prossimo avversario ha una palla pesante. Intanto qui devo trovare una nuova casa, la signora no ci ha rinnovato l’affitto». Jack Pinnington Jones, 22 anni da Kingston upon Thames, l’avversario di giornata, è cresciuto negli States, studente alla Texas Christian University e giocatore nella NCAA. Una storia simile a quella di Oliver Tarvet, 21 anni, che ha impressionato battendo facile lo svizzero Riedi, poi offrendo una prova di tennis giocato nella massima libertà espressiva, contro Alcaraz. Tarvet è studente alla University of San Diego... Il terzo è Arthur Fery, francese di nascita ma di madre inglese, che il tennis l’ha conosciuto alla Stanford University, dove è studente dal 2020, battuto da Luciano Darderi (al 3° turno avrà Thompson) alla ripresa del match interrotto per oscurità.

Darderi si sente in crescita

Tre wild card che i Championships hanno regalato a giocatori fuori dal gran giro (Pinnington è 281, Tarvet 733, Fery 461) con l’intento di riportarli a casa, dopo la decisione del presidente Trump di chiudere le porte in faccia agli studenti stranieri nelle università. Darderi si sente in crescita: «Nei prossimi 9 mesi avrò pochi punti da difendere, per cui spero di poter arrivare intorno alla top 20. Fisicamente sento che sto entrando in forma: lo scorso anno c’erano le Olimpiadi, quest’anno ho impostato il lavoro più sul lungo periodo e sento che sto migliorando tanto. Anche sull’erba sto imparando molte cose e mi sono allenato bene. Sono fiducioso e spero di poter fare tanta strada». 

Sonego stende Basilashvili

C’è tempo per assistere anche alla performance di Lorenzo Sonego, infilatosi in uno strano match con il georgiano Basilashvili, prima vinto (facile) poi trasformatosi in un pertugio quando il torinese ha concesso il break sul game (6-5) che valeva la vittoria nel quarto set. Nuovo tie break risolto con quattro punti di fila, dal 3-4 al 7-4, e la paura è passata. Anche se gli ultimi due servizi li deve vivere dopo essersi lamentato per un problema al polpaccio: c’è da sperare che sia solo crampi, come parrebbe. Nel dubbio se chiedere la sospensione o andare a battere con la possibilità di chiudere il match opta per la seconda chance e viene premiato. Prossimo avversario, l’americano Nakashima che ha vinto il derby con Opelka 3-1. Dunque un’Italia che si fa notare sull’erba di Wimbledon non solo con il bomber Sinner ma anche col tridente Cobolli-Sonego-Darderi che avanzano al terzo turno. Quello che oggi vedrà il nostro Bellucci in campo contro il britannico Norrie.

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