L’effetto Sinner illumina un campo nello Zambia

 I Carota Boys hanno raccolto oltre 5.000 euro   per l’impianto di luci artificiali 

Gianluca Strocchi Gianluca Strocchi

Pubblicato il 19.04.2025, 13:00

4 min

L’effetto Sinner produce un impatto positivo anche in Africa, in questo caso in aiuto dei giovani dello Zambia. Grazie a una campagna di fundraising promossa dai celebri Carota Boys, sei amici d’infanzia cuneesi diventati la pittoresca tifoseria del n.1 del mondo nei tornei più importanti, si è infatti raccolta la cifra di 5.295 euro con cui è stato dotato di un impianto di illuminazione il campo da tennis all’interno della casa d’accoglienza di Ndola, città a 300 chilometri a nord della capitale Lusaka, oltre a finanziare l’acquisto di attrezzature sportive (racchette, palline, abbigliamento e altro). A favorire la realizzazione di quel campo, nel 2023, il bresciano Damiano Saggioro quando era presidente del Tennis Desenzano con una raccolta fondi a favore del progetto di cooperazione internazionale Cicetekelo Youth Project, che ogni giorno ospita decine di bambini e giovani provenienti da situazioni di forte vulnerabilità.

Sinner torna ad allenarsi sulla terra battuta

Intanto spunta finalmente il sole su Monte-Carlo e Jannik Sinner ha potuto tornare a calcare i campi in terra battuta del Country Club. Dopo che la pioggia dei giorni scorsi lo aveva costretto a rimandare la ripresa e poi ad optare giovedì per i court indoor di Beaulieu-sur-Mer, sempre in Costa Azzurra, il n.1 del mondo si è allenato ieri sul rosso del Principato ancora insieme all’amico Jack Draper. "Di nuovo in campo, grazie Jack", il breve messaggio sui social dell’altoatesino con una foto dei due sorridenti. Per il campione azzurro continua dunque il countdown verso il rientro ufficiale alle gare (agli Internazionali a Roma) dopo lo stop di 3 mesi per il caso clostebol, a cui seguiranno Amburgo e il Roland Garros.

La direttrice di Nado Italia sul caso Clostebol

Proprio sulla gestione della vicenda si è soffermata Alessia Di Gianfrancesco, direttrice generale di Nado Italia, spiegando perché l’Agenzia Antidoping del nostro Paese ha compiuto una scelta diversa da quella mondiale. "L’istituzione preposta ha fatto tutte le valutazioni sulla base di documenti che aveva – le sue parole alla presentazione del protocollo d’intesa tra Federcalcio e Federfarma - Hanno rispettato tutte le procedure. Nado Italia non ha presentato ricorso perché riteneva non ci fossero elementi tali, mentre la Wada sì. La Wada ha già comunque preso in esame questo genere di casi, quelli di doping inconsapevole e di contaminazioni. Nel 2027 ci sarà il nuovo codice mondiale antidoping che aggiornerà gli standard internazionali e Nado Italia è parte attiva di questo processo".

Vagnozzi sulla sospensione di Sinner

Della sospensione ha parlato anche Simone Vagnozzi in una lunga intervista concessa al Venerdì di Repubblica. "Il tennis è una metafora della vita, richiede capacità di adattamento in circostanze sempre nuove. Non potevamo far altro che accettare quel che sarebbe arrivato, cercando di tirare fuori il meglio da questo stop – le parole del coach di Sinner –. La notizia della positività era stata uno shock. Dopo aver ricostruito ciò che è accaduto ho detto a Jannik che dovevamo andare in giro a testa alta. Non aveva fatto nulla di sbagliato, chi ha letto i documenti lo sa. Non auguro a nessuno di vivere una situazione del genere".

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