Sinner-Sonego-Dimitrov tre campioni, un obiettivo comune: scalare la classifica

L’azzurro a Rotterdam contro Van de Zandschulp comincia la caccia al numero 3. E prima del match di Jannik c’è il duello tra Lorenzo e il bulgaro: entrambi per salire nel ranking

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 14.02.2024, 08:31 (Aggiornato il 14.02.2024, 10:23)

6 min

La top ten è come la fidanzata, i giocatori la bramano allo stesso modo, la inseguono finché l’orologio del tennis (o dell’età) glielo consenta, si tormentano perché appartenga pienamente a essi, e propongono cinicamente qualsiasi fake news per non ammettere di essere pazzi di lei. La bufala più ricorrente è quella secondo cui la classifica è importante perché visualizza la bontà del lavoro svolto per crescere, e meritare un posto fra i più forti. Storie… La verità è che la classifica ti dice quanto sei forte, e se uno è tra i più forti lo si nota dal fatto che cammina dieci centimetri sopra la terra (rossa), l’erba, e il cemento. Indoor o outdoor che sia. Di buono c’è che la top ten si lascia riconquistare, la fidanzata quasi mai. Di più, la top ten porta bonus in termini di guadagni.

Rotterdam: Sinner, Sonego e Dimitrov

La terza giornata del torneo a Rotterdam dispone, in salsa tricolore, tutti i nostri personaggi in cerca di classifica. Da migliorare. Da riguadagnare. Da ritrovare. Vale a dire Jannik Sinner, Lorenzo Sonego e Grigor Dimitrov. Introduco i due ultimi, perché primi a scendere in campo (saranno di fronte intorno alle 13) e a loro modo paradigmatici di quanto finora detto. Dimitrov, in particolare. La sua esperienza è illuminante e vale sia per la classifica sia per la fidanzata. Che era (fino al 2015) la bella siberiana, se ricordate. Maria Sharapova. Fuggita e mai più ritrovata (oggi futura sposa dell’imprenditore britannico Alexander Gilkes e mamma di Theodore), alla promessa di matrimonio, che lui - si dice in giro - le confezionò inserendo una nota sbagliata: cara, sposiamoci, mettiamo su casa, un bel posto tutto per noi con una bella stanza per mammà. Lei drizzò le antenne, e andò in fuga come Bartali al Tour de France, imprendibile. Meglio è andata con la top ten che il trentaduenne clone di Federer (anche questo si diceva di Grigor, e lui un po’ ci ha sempre creduto) insegue addirittura per la quarta volta in carriera.

Sonego, contro Dimitrov è un'occasione

Vi giunse al numero nove il 7 luglio 2014, per restarvi da numero otto fino al 13 ottobre. Vi tornò per una settimana soltanto il 23 febbraio 2015, al numero 10. La terza volta fu il 17 luglio 2017, la più lunga e consistente, chiusa dopo oltre un anno (il 29 ottobre 2018) e illuminata dal numero 3 raggiunto il 20 novembre 2017. Ora è numero tredici, a 120 punti appena da Tsitsipas, che è decimo. E ha una gran voglia di rinnovellare la leggenda del bulgaro che colpisce quando meno te lo aspetti (con il dritto e il servizio, di solito). Ma Sonego anche vuole rinverdire i fasti del 2021, quando a ottobre si ritrovò ventunesimo. Ora è 49, e così vicino alla Top Twenty non è più arrivato. Ma è anche portatore di una stranezza, Sonny, o di una particolarità se preferite. In questo periodo che si potrebbe definire “di flessione”, il torinese ha spesso offerto prove maiuscole, in Davis e anche nei tornei, spingendo qualsiasi commentatore a dirsi certo che il suo tennis meriti assai più della ventunesima poltrona. Non ha più avuto continuità nel proporsi a certi livelli, questo il suo problema, ma il tennis per farcela circola ancora nelle sue fibre. Avrebbe bisogno di sentirsi più spesso, ma sarebbe meglio dire sempre, protagonista dei match che va a giocare. Coach Arbino glielo dice sempre. Contro Dimitrov è un’occasione, i due non si sono mai incontrati. Grigor vi arriva con un torneo vinto (Brisbane) e una finale persa (Marsiglia, la scorsa settimana, che gli avrebbe consegnato il sospirato riaggancio alla top ten). A Sonego dunque si chiede un’impresa. E dite, c’è un modo migliore per sentirsi protagonista?

Sinner, assalto al podio

L’ultimo, ma solo per l’orario della discesa in campo, è Sinner, al primo tentativo utile per l’aggancio al podio. I termini della questione li ho già esposti, ma li riassumo volentieri. Jannik è quarto ed è stato finalista a Rotterdam un anno fa, la nuova classifica lo priverà dei punti conquistati allora (300) ma inserirà quelli guadagnati quest’anno. Medvedev, oggi numero tre, non ha preso parte invece al torneo olandese, che aveva vinto nel 2023. Perderà 500 punti. Fatti i calcoli, Sinner sarà il nuovo numero tre, per soli 5 punti, se riuscirà a vincere il torneo. Serata di gala per il pubblico olandese (ore 19.30 circa), pronto a scendere in campo a sostegno di Botic van de Zandschulp, avversario di Jannik. Ostacolo superato due volte negli ultimi mesi: in Davis e nel match introduttivo allo Slam australiano. Comunque pericoloso, per via di una superficie tra le più veloci del circuito, resa ancora più aspra da un tipo di palle nate per correre. Ma la velocità non ha mai spaventato Jannik, e nemmeno il buon Botic. Aspettiamo fiduciosi… Prima o poi su quel podio ci salirà. La curiosità dunque è soprattutto per rivederlo la prima volta da campione Slam conclamato e acclamato. Nel frattempo ieri Jannik s’è allenato proprio con Dimitrov, rivale dell’amico Lorenzo.

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