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Berrettini, bentornato Re Martello

Dopo il periodo buio del finale di stagione, a Brisbane sembra tornato il miglior Matteo

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 04.01.2023, 08:30

7 min

Se “a nuttata” è passata davvero, lo sapremo quando il sole picchierà duro su Melbourne Park e l’obbligo sarà di darci dentro sui campi di cemento bollente, per il festival del tennis grigliato. Ma occorre attendere altri dodici giorni, poi sarà Slam. Al momento, le novità da gossip che giungono down under riguardano un ritorno di fiamma di Matteo Berrettini nei confronti di se stesso. Si vuole di nuovo bene, e tira giù sassate che mettono allegria. Al punto che lo stesso Ruud, non sapendo come porre riparo all’incessante gragnola di servizi vincenti misti ad ace invisibili (quelli che passano, poi qualcuno ti viene ad avvisare che il punto è irrimediabilmente finito), è stato colto da un irrefrenabile fou rire nell’osservare i suoi stessi coach costernati per la velocità con la quale i servizi di Matteo andavano a segno. E stiamo parlando di battute da 214 orari “di media”. Del resto, se la notte di Matteo era popolata di fantasmi, oltre che di brutti pensieri («Mi sono trovato a chiedermi se il tennis fosse davvero lo sport per me», disse in una delle interviste concesse nel periodo notturno dello scorso anno), è logico supporre che la gran parte di quelle malefiche ombre si riunisse nello spettrale nome di Casper. Va da Ruud a Ruud il periodo nero berrettiniano, con il norvegese era cominciato, nella finale persa a Gstaad di ritorno dal Covid (quello che non gli permise di giocare a Wimbledon), e poi proseguito nei quarti degli US Open, ai quali Matteo giunse prosciugato nel tennis e nella forza d’animo, per consegnarsi da capo al fantasmino operoso in un match che lo vide trafitto da pallate assai simili a quelle che il romano è solito distribuire alla concorrenza.

Il ritorno di Berrettini

Così, è possibile che proprio contro Ruud Matteo abbia santificato il ritorno ai piani alti del nostro sport, dato che il trattamento riservato da Berrettini all’omino del nord è stato pari ai ceffoni a suo tempo beccati sui campi di Flushing Meadows. “Norvegese, m’hai provocato? E mo’ te distruggo”… Due set in fotocopia o quasi, questi della United Cup di Brisbane (che hanno visto l’Italia qualificarsi alla finale cittadina contro la Polonia di Hurkacz e Swiatek) nei quali Berrettini è tornato Re Martello, e non ha permesso a Ruud di prendere una qualsiasi iniziativa, né di coltivare qualche speranza di poter ribaltare l’aire del match. Nemmeno quando, un po’ frettoloso, Matteo gli ha concesso due palle break con tre gratuiti nel sesto game della prima frazione (15-40), presto cancellati con sonore deflagrazioni del servizio. Un buon consiglio di Santopadre, convinto che il tie break non fosse la naturale conclusione di quel primo set, non prima di aver tentato quanto meno di «rispondere senza tentare da subito il tutto per tutto», ma di tenere la palla in campo per sviluppare dopo il proprio gioco, ha guidato Berrettini al primo break, sul 4 pari. Ruud ha regalato qualcosa, Matteo ha attaccato gli angoli moltiplicando le discese a rete, e Casperino ha consegnato il break a zero. Gli stessi eventi si sono riprodotti nel secondo set, grazie anche alla buona corsa di Matteo, finalmente rapida negli spostamenti laterali, e tale da permettergli una buona tenuta con il rovescio. Il break ha preso forma nel quinto game (da 3-2 a 4-2), e Ruud non è più riuscito a riprenderselo. Ci ha provato nel game finale (30-30), ma gli ultimi due servizi di Berrettini hanno avuto l’identico crepitio dei mortaretti di fine anno.

Il 2023 di Berrettini

A festeggiare un 2023 che si spera ben diverso dal 2022 da Azienda Sanitaria Locale appena terminato. Matteo veniva da due mesi e mezzo di stenti, l’ultimo singolare giocato nella finale di Napoli dello scorso 23 ottobre e perso contro Musetti, prima di farsi da parte per un problema al piede. L’ultima vittoria contro un Top Five era datata febbraio 2021, contro Thiem (numero tre) in ATP Cup. Era giunto il momento di mettere mano ai conti. Anche Ruud, oggi, è numero tre, dunque la vittoria di Berrettini porta a 8 i successi sui primi dieci del ranking, e a 5 quelli sui Top Five (Sinner ha 9 vittorie di cui una sola con i primi cinque, Fognini è 15/8, Sonego è 4/2, Musetti è 4/1). «Sono felice - ha detto subito Matteo - mi sto ritrovando e la vittoria su Ruud, che è così solido, se mi ha sorpreso da un lato, dall’altro mi ha dato la convinzione di essere a buon punto, dopo i tanti problemi fisici del 2022. Contro Casper la regola è aggredirlo, non dargli modo di manovrare, altrimenti diventa difficile fermarlo. Io l’ho fatto ed è andata bene. Mi piace questa competizione, siamo un bel gruppo. Però non c’è tempo per fare festa. C’è la Polonia, e Hurkacz è un avversario tosto e sempre molto preparato». Ma le vittorie sui Top Ten potevano essere due. Sonego ci è andato vicino e non è stato fortunato. Ha avuto nove palle per strappare il primo set a Medvedev, che molto ha sofferto l’iniziativa del torinese, bravo ad alternare tocchi a scudisciate. Concreto il russo nel risalire svelto, a suon di servizi, dallo 0-40 del dodicesimo game, poi ad annettere il tie break sull’unico errore commesso da Sonny. Si era sul 6 pari, e il servizio dell’ex numero uno ha risolto la disputa. Sonego ha avuto una reazione nervosa, e sul l’1-2 del secondo set un indurimento muscolare gli ha consigliato il ritiro. Solo stress, a quanto pare. Di lì a poco, Sonego è sceso di nuovo in campo con Sinner, per il doppio, poi vinto.

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