Musetti-Berrettini, una nuova rivalità

La finale di Napoli può aprire un altro capitolo nella storia del tennis italiano

Daniele AzzoliniDaniele Azzolini

Pubblicato il 23.10.2022, 11:48 (Aggiornato il 23.10.2022, 13:51)

6 min

Non abbiamo molti dubbi sul fatto che nella cinquina delle parole scelte per descrivere come sia l’Italia quando si fa bella nello sport, e quali le doti che più si accordano con le speranze degli appassionati, vi finirebbero il cuore, la forza di volontà e la fantasia. Sono parte del nostro Dna, e quanto risulti determinante la miscela che da quelle tre parole prende forma quando lo sport si sposa con la vicenda nazionale, ha trovato giusto ieri nuove conferme nell’intreccio delle emozioni che hanno spinto due tennisti italiani in cima alla Napoli Cup, per dare vita questo pomeriggio all’ottava finale “tutta nostra” da che il tennis s’è fatto Open.  
Cuore e forza di volontà hanno offerto a Matteo Berrettini, i motivi umanissimi ma tutt’altro che scontati, per restare in piedi nella tormenta di un nuovo infortunio. Cuore e fantasia hanno spinto Lorenzo Musetti a una nuova impresa, catapultandolo in una dimensione tennistica dove solo ai più forti è permesso mettere piede, una zona posta a un passo dal cielo che accoglie solo chi ha passato gli esami delle materie agonistiche più difficili. E il serbo Miomir Kecmanovic, numero 30 del ranking, spirito tosto e occhi di ghiaccio, è considerato tra i professori più esigenti. 

Tennis, Berrettini contro Musetti: finale tutta azzurra a Napoli

Musetti vs Berrettini: finale tutta italiana a Napoli

Matteo e Lollo oggi di fronte (ore 15, diretta su Supertennis), amici e rivali. Come Panatta e Bertolucci a Firenze nel 1974, e Zugarelli e Barazzutti, che si sfidarono per il titolo di Bastad nel 1976. Come Barazzutti e Bertolucci al Cairo nel 1980. Una breve storia di derby in azzurro che comincia da Panatta-Mulligan a Senigaglia 1971 e prosegue, oltre i match tra i davismen di allora, con Pistolesi-Cancellotti finalisti a Bari 1987, Narducci e Claudio Panatta a Firenze 1988 e ritorna con la sfida tra Sinner e Travaglia a Melbourne, in un torneo di preparazione allo Slam, nel 2021. Una bella storia, nella quale c’è un vincitore sicuro. Il nostro tennis. 
Vi sono giocatori in questo nostro sport che fanno da spartiacque senza nemmeno saperlo, ma quella è la loro funzione. Solo se li batti hai accesso al tennis dei piani alti. Ai tempi di Panatta il compito veniva svolto da tennisti assai vicini ai campioni, per qualità tecniche. Adriano indica lo slavo Franulovic, tra quelli in grado di definire il valore di un avversario ben oltre la sua stessa classifica. Solido, veloce, forte in attacco. Borg ne forgiò altri, con il suo stile bimane e le gambe veloci. Ragazzi con Krickstein e Arias. Anche il russo Chesnokov svolse identica funzione. Pochi però hanno fatto da argine ai facili entusiasmi di chi voglia fare un giro nel tennis d’alto bordo come Miomir Kecmanovic, uno che ha mano pesante da fondo campo e se la cava con buona tecnica anche a rete. Solido, rapido, insensibile alle altrui richieste di farsi da parte. Lo devi battere e lo puoi fare solo mostrandoti superiore. 

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