
Italia, riparti con il vero Michieletto!
Il silenzio dopo il tonfo è stato assordante. Quando il pallone che ha condannato l’Italia all’eliminazione è caduto fuori dal rettangolo di gioco il Palavela di Torino, con i suoi 8.000 tifosi si è spento nell’incredulità. La Finlandia in semifinale e gli azzurri bocciati è sembrato surreale, non credibile. Eppure è davvero andata così e ha ritenere inconcepibile quello che è avvenuto erano a caldo anche i giocatori che non avrebbero mai pensato, al di là delle dichiarazioni di circostanza, che fosse possibile non raggiungere Milano. Se l’Italia lo avesse fatto avrebbe comunque conquistato un posto tra le quattro migliori d’Europa, il resto era tutto da vedere. Quindi rammarico, come è stato per l’argento della squadra femminile. Con una differenza: le azzurre hanno raggiunto il traguardo minimo, l’argento continentale, mancando poi il vero bersaglio che era il pass olimpico. I maschi sono stati un passo indietro e lo hanno fatto con un gruppo che mercoledì sera è uscito dal match nei momenti che potevano deciderlo a nostro favore. In limita di testa e sulla capacità di rimanere focalizzata sull’obiettivo ha costruito la sua vittoria una Finlandia bella ma non irresistibile.
Il blackout
Le ragioni di questo blackout sono da cercare nell’estate degli azzurri che hanno portato con sé molte difficoltà da superare. Al centro dell’estate azzurra sta la consapevolezza di non poter disporre di Alessandro Michieletto al 100%. Lo schiacciatore di Trento è oggi un giocatore insostituibile per questa squadra che ha costruito dal 2021 un ciclo vincente basandosi sull’asse Giannelli-Michieletto. Togliere un pilastro di questa costruzione non poteva che aver conseguenze. Un anno fa il gruppo assorbì l’infortunio di Daniele Lavia per la natura stessa del calabrese: un giocatore di equilibrio, di ordine ma che si esalta nel rapporto con il “gemello” Alessandro. Togliere alla squadra azzurra la presenza fisica, il volume di punti, la qualità in battuta e in attacco di Michieletto crea un vuoto. Per ripartire la prossima stagione con Volley Nations League e poi Mondiale in Polonia, l’Italia avrà bisogno di ritrovare il suo schiacciatore per eccellenza. De Giorgi mercoledì sera ha provato a mandare in campo Alessandro, ma sapendo di non poter forzare più di tanto visto le difficoltà del recupero La Nazionale oggi ha due giocatori insostituibili che sono alla base dei successi di questi anni. Giannelli e Michieletto hanno la responsabilità di portarsi dietro il gruppo e farlo, ognuno nel suo ruolo.
I rebus centrali e opposto
Un’altra questione aperta nell’estate azzurra è stata quella del reparto centrali. L’Italia ai Mondiali 2025 ha vinto con Russo, Gargiulo, Anzani e come quarto Galassi. Quest’estate il reparto è stato rivoluzionato. Via Russo per la sua cronica fragilità, via Gargiulo che ha chiesto di rinunciare alla maglia azzurra per seguire interessi personali, De Giorgi ha puntato sul ritorno di Giovanni Sanguinetti e con Pardo Mati, esordiente con la prima squadra. Due centrali giovani di grandi potenzialità ma ancora da maturare. Sanguinetti andrà quest’anno a farlo sotto la guida di Angelo Lorenzetti, Mati proseguirà a Modena dopo un torneo in cui è stato rivelazione per le prime partite per poi accusare il colpo con la Finlandia, quando gli è mancata l’esperienza a soccorrerlo. E poi la scelta di tenere in rosa cinque schiacciatori ha impedito di portare un quarto centrale per aver una risorsa in più. Fino a quando il giocattolo ha funzionato non si è avvertita l’assenza, mercoledì il reparto ha patito la situazione delicata che si era creata. C’è poi il rebus dell’opposto. Dal 2021 il titolare è Yuri Romanò che è stato protagonista dei successi azzurri. Ma è un giocatore che si accende con una carica emotiva non comune in situazioni particolare e poi palesa cali che la SuperLega ormai conosce bene. Non abbiamo però una alternativa a livello di Giannelli e Michieletto. Aspettiamo Alessandro Bovolenta, figlio di Vigor, che bene ha fatto con il club, però i segnali in azzurro non sono quelli giusti. De Giorgi alla fine lo avrebbe dirottato sui Giochi del Mediterraneo e il giocatore avrebbe rifiutato.
Le riflessioni
Infine il problema delle ricezione. Negli anni la squadra azzurra ha collezionato grandi successi, ma anche qualche cocente delusione. Nel 2023 la finale dell’Europeo, a Roma, persa 3-0 con la Polonia, lo scorso anno la finale di Volley Nations League persa sempre con la Polonia alla stessa maniera. Quest’anno ai quarti della stessa manifestazione chiusi sotto di tre set con gli Stati Uniti. Il comune denominatore delle sconfitte è stata la brutta prestazione in ricezione. Mercoledì sera la squadra è andata in palla sulla battuta float dei finlandesi. Un particolare sottolineato anche da Giannelli nelle interviste del dopo partita. Insomma i temi di riflessione per affrontare la nuova stagione sono tanti, ma resta un fatto che non può essere dimenticato. Un anno fa l’Italia si confermò campione del mondo battendo in finale la Bulgaria. Oggi quelle due squadre non sono tra le quattro migliori d’Europa. C’è però la Francia che un anno fa fece un clamoroso flop nel torneo iridato. Segno che la pallavolo maschile moderna è sempre più competitiva e diventa sempre più difficile stare sempre a livello altissimo.
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