I paletti di Velasco: “Basta pressioni”
TORINO - Julio Velasco mura le pressioni. Il tecnico della nazionale femminile azzurra lancia la fase due dell’estate dell’Italia, mettendo una barriera tra le sue ragazze e le attese di un ambiente che si sta abituando bene. La vittoria, a Lodz, della Volley Nations League ha confermato che le azzurre sono la squadra da battere ai Mondiali che prenderanno il via, in Thailandia, il 22 agosto. E le avversarie non staranno a guardare. Quindi il primo compito del ct argentino è proteggere il lavoro del gruppo: «Questo è un gruppo straordinario. Le squadre che vincono molto alla base hanno un gruppo speciale. Non si capisce mai se l’unione produce i risultati o se è più corretto dire l’esatto contrario». L’Italvolley femminile è in ritiro a Cavalese. L’obiettivo è raggiungere la finale della competizione iridata, il 7 settembre a Bangkok, e chiudere, se possibile, un cerchio che questo gruppo aprì nel 2018. «La pressione c’è. Non dobbiamo pensare a quanto di buono fatto fino ad adesso - prosegue Velasco - Ogni Campionato del mondo è una storia a parte. Niente è più effimero della vittoria nello sport. Non dobbiamo lasciare che l’ambiente esterno ci condizioni. Non dobbiamo aver paura, ma non dobbiamo nemmeno pensare che sarà facile. Come sempre, sarà difficile».
Carica Egonu e Sylla
Un Mondiale è sempre un’impresa e l’Italia del volley femminile lo ha vinto solo nel 2002. Poi l’argento nel 2018 con tante delle giocatrici che oggi, nel pieno della maturità, sono pronte a riprovarci. Una è proprio Paola Egonu che è l’immagine vincente di questa squadra: «I risultati di questi ultimi due anni sono il frutto di otto anni di lavoro. Sono fiera della squadra e del percorso che abbiamo fatto. Non è una cosa banale aver vinto di nuovo la Volley Nations League. Velasco è stato importante per dare ordine e creare un’atmosfera piacevole. Qui tutte lavoriamo e spingiamo nella stessa direzione. è bello avere a fianco tante compagne che hanno sempre fame». Ma la pressione c’è e può diventare un problema per una squadra che oggi ha gli occhi di tutti puntati addosso. «Per me è onore avere questa pressione. Noi dobbiamo solo pensare a una partita per volta. Dobbiamo continuare a lavorare ed è bello farlo qui a Cavalese. Ogni volta che arrivo qui mi sento come se fossi a casa. Noi tutte veniamo in questa struttura da tanti anni, ci siamo arrivate che eravamo piccole. È bello». Anche Myriam Sylla è arrivata ad un punto importante della sua carriera. La prossima stagione vestirà la maglia del Galatasaray Istanbul. Vincere ancora con la maglia azzurra sarà il miglior modo di presentarsi ai suoi tifosi: «Non voglio dire niente ora, quando sarà finita questa avventura mondiale ci guarderemo indietro e valuteremo quello che abbiamo raggiunto».
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