
Italia, c’è la Turchia per la storia
Inviato a Istanbul - Ancora Italia-Turchia. Oggi alle 18, a Istanbul, le azzurre affronteranno le padrone di casa per il titolo europeo. Le secondo sono le detentrici, le italiane sono campionesse olimpiche e mondiali. Sfida sulle vette della pallavolo mondiale. Ieri la Turchia si è sbarazzata delle serbe, l’Italia ha fatto la sua parte con le polacche di Stefano Lavarini. Ma è la trama del confronto che ci unisce alla Turchia di Daniele Santarelli a rendere ancora più importante il finale che andrà in scena oggi alla Sinan Efes Sports Hall. Si è iniziato nel 2023 con la semifinale dell’Europeo. L’Italia sprecò e si fece beffare lasciando strada alle turche che poi andarono a vincere la finale, Primo successo di Santarelli con la Turchia e prima crisi per la gestione Mazzanti. Un anno dopo Italia e Turchia si ritrovarono alle semifinali delle Olimpiadi e l’Italia passò sopra le turche con una facilità disarmante. Fu un 3-0 che spalancò le porte della finale alle azzurre. Un anno fa fu la volta della finale del Mondiale. Una partita dai toni epici che rimase in bilico fino a metà del quinto set. Un tie-break soffertissimo che le turche sembravano poter domare, ma le cose andarono diversamente, un’Italia dalle nove vite trovò in quell’occasione ancora risorse per ribaltare l’andamento del set e andare a prendersi un trionfo che ha consacrato il gruppo e il suo ciclo. Non c’è nemmeno stato il tempo di fermarsi che un anno dopo si torna alla stessa finale, agli stessi contenuti, alla stessa alta posta in gioco. Ieri l’Italia ha badato a portare in campo solidità e acume nelle scelte per evitare il corto circuito che si era generato con la Svezia. Alla vigilia il ct Julio Velasco aveva predicato aggressività, ma unita a un approccio smart per non farsi prendere la mano e non cadere nella spirare degli errori e dell’ansia.
Un'Italia sempre meno monocorde
Quindi caricare la battuta, ma soprattutto coprire con intelligenza le zone di ricezione per ricostruire in maniera efficace e fare cambio palla. Questo era mancato a Brno con la Svezia e tornare a gestire il sistema muro-difesa con lucidità era la prima urgenza per mettere la partita sul binario giusto. Velasco ha mandato in campo la formazione tipo di quest’anno con capitan Anna Danesi al centro e Ekaterina Antropova in posto 4. Un inizio nel solco di questa logica porta avanti le azzurre, ma le polacche non sono qui per caso e hanno raggiunto, nonostante la giovane età delle sue migliori una buona consapevolezza. Con Magdalena Stysiak e Julita Piasecka si riportano sotto ma sono le azzurre a raggiungere prima la soglia dei 21 punti, soglia pesante, sul 21-16. A dare sostanza all’attacco azzurro è una Paola Egonu molto smart nelle sue scelte premiata con un 50% di efficienza. È un’Italia più sofisticata di quella di un anno fa. I cambiamenti e l’emergenza del posto 4 hanno spinto Velasco verso un sistema di sostegni e cambi che rendono la squadra più articolata nello sviluppo del suo gioco e sempre meno monocorde. E Lavarini risponde nel terzo set cambiando le carte della sua formazione. Via Stysiak e formazione rivoluzionata per togliere comodi punti di riferimento alle azzurre.
La storia è ancora qui
Il gioco riesce e la Polonia va avanti un prima volta, poi una seconda e Stysiak ritorna per accelerare e portare la contesa al quarto. Un set che chiude la parentesi di quello precedente e lancia l’Italia verso la fine di oggi. Una squadra che ancora una volta ha dimostrato di saper reagire nei momenti di diffcicoltà e che porta in quest’ennesima finale del blocco Velasco anche molte cose nuove che hanno dimostrato di poter funzionare: l’abnegazione di Ekaterina Antropova trasformata in schiacciatrice, la carica inesauribile di Myriam Sylla che cresce lungo il torneo fino a diventare fondamentale come sempre, il feeling di Eleonora Fersino con il posto lasciatole da Moki De Gennaro e la capacità di giocare senza quel fantasma a suo fianco, la generosità del doppio cambio Cambi.Adigwe. Per l’Italia sarà la sesta finale europea della propria storia, dopo quelle disputate nel 2001, 2005, 2007, 2009 e 2021. Cinque anni dopo l’oro conquistato a Belgrado contro la Serbia, la Nazionale torna dunque a giocarsi il titolo continentale e lo fa al termine di un percorso che, fino a questo momento, non conosce sconfitte: otto partite e otto vittorie. La storia è ancora qui.
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