
Antropova spinge. Ottavi in cassaforte
Non si cambia regola, se regola già c’è. Le azzurre tengono a mente questa regoletta e vincono la terza partita dell’Europeo ancora una volta per 3-0. A farne le spese è stata la Svezia, padrona di casa di questa Pool D, e soprattutto formazione che schiera nel ruolo di opposta Isabelle Haak, la stella di Conegliano, che è tra le migliori al mondo nel ruolo. Per evitare qualsiasi sorpresa il ct Julio Velasco è tornato alla formazione tipo con Myriam Sylla e Ekaterina Antropova nel ruolo di schiacciatrici. L’Italia ha fatto l’Italia nel primo set, poi si è spenta nel secondo, ma ha acciuffato il set per i capelli. Poi ha chiuso sull’onda azzurra.
Velasco: "La squadra sta crescendo"
Il bilancio del tecnico argentino è la fotografia del momento delle azzurre: «Abbiamo avuto qualche momento in cui abbiamo perso un po’ il ritmo, soprattutto perché Haak ha giocato molto bene in attacco e ci ha creato dei problemi. Possiamo fare meglio, ma è arrivato un altro 3-0. Va bene così, perché arrivare agli ottavi dopo aver giocato partite troppo facili non sarebbe l’ideale. Ma dobbiamo ancora aggiustare qualcosa. Dobbiamo migliorare a livello individuale e gestire la stanchezza, soprattutto per quelle giocatrici che hanno qualche piccolo problema, ma la squadra sta crescendo». Su tutte hanno svettato Antropova, fuori ruolo ma comunque in forma strepitosa in questa estate, ed Eleonora Fersino che sta facendo la sua parte per far dimenticare Moki De Gennaro nel ruolo di libero. Intorno a loro la solita squadra solida e consapevole di essere campionessa olimpica e mondiale che incute timore, spinge le avversarie a provarci ma le schianta quando l’asticella si alza.
L'Italia continua la sua marcia
Il ct Julio Velasco gestisce il gruppo dosando gli ingressi, dà spazio a Merit Adigwe e Gaia Giovannini per cambiare i punti di riferimento e centra il primo obiettivo: l’Italia è già certa degli ottavi e quindi del trasferimento a Brno in Repubblica Ceca. La grande Kate ha chiuso ancora da miglior realizzatrice (18 punti, 52% in attacco, 41% in ricezione) e ha contribuito alla causa al servizio (4 ace). Per capire quanto sia importante per la squadra l’opposta, prestata al posto 4, basta riassumere i numeri di questi primi tre incontri: 54 punti (22, 13 e ieri 19) e 12 ace (6, 2 e ieri 4). Paola Egonu ha raccolto ieri 14 punti, 41% in attacco, 2 muri e sta ritrovando la sua forma migliore. Il punto focale della partita è stato ancora una volta il secondo set quando le azzurre hanno accusato un calo di concentrazione e hanno dato la possibilità alle svedesi di giocarsela. Il sorpasso nel set è avvenuto sul 18-18 complice un errore di Stella Nervini che ha permesso alle padrone di casa di portarsi sul 19-18. L’Italia in questo frangente ha pagato i troppi errori in attacco e in battuta. La Svezia si è gasata e ha provato a fare il colpo (un set). Ci ha creduto fino al 22-20 poi è stata riassorbita dalla furia delle azzurre che hanno trovato lo slancio dell’ultimo miglio sfruttando un buon ingresso di Adigwe per metterci una pezza. Oggi turno di riposo, domani azzurre in campo contro la Slovacchia.
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