
Italia di potenza ai quarti. E Michieletto cresce...
Quarti dovevano essere e quarti saranno. L’Italia del ct Ferdinando De Giorgi batte la Danimarca e continua il suo cammino in questo Europeo di casa. Mercoledì gli azzurri si ritroveranno in campo, alle 21.05 al Palavela di Torino, contro la Finlandia. Per l’Italia che non vuole pensare troppo agli avversari, ma concentrarsi sul proprio gioco, arriva un altro avversario che incarna l’evoluzione della pallavolo maschile: crescita del livello medio, migliore preparazione atletica e qualche generosa spruzzata di buone doti tecniche. Anche la Danimarca rispondeva a queste caratteristiche. Da una parte l’esperienza del 42enne Axel Jacobsen, un passato in Italia ormai lontano, e l’esuberanza del giovane Mads Kyed Jensen, opposto visto a Cuneo e Verona. Ma in avvio di primo set a tenere la Danimarca a contatto con gli azzurri sono i punti di Oskar Madsen su cui il muro azzurro fatica a trovare la misura. Per andare via gli azzurri hanno bisogno di lavorare meglio in difesa e muro perché l’attacco è sempre esplosivo con Bottolo e Romanò. Ed è l’opposto a confezionare con due punti consecutivi il primo vero allungo sul 12-8. E il 17-12 arriva sul primo muro spiazzante che gela i danesi.
Questione di concentrazione
Merito di Mati e Gianelli che leggono al meglio l’attacco di Madsen e si fanno trovare pronti. E’ tutta questione di concentrazione. Gli azzurri salgono a 22-16 poi si fermano e i danesi riprendono slancio sfruttando una buona efficacia di battuta (saranno tre gli ace a fine set contro lo zero azzurro). E si riportano sotto. Torna in questo frangente forse il peso di essere favoriti e dover fare in fretta. Ma l’idea di essere quelli da battere non piace molto agli azzurri. Lo dice Riccardo Sbertoli quando viene sollecitato: «E' una di quelle scimmie sulla spalla che io vorrei che ci togliessimo. Per giocare bene bisogna giocare bene». Ed è questo il filo sottile su cui si muove l’approccio degli azzurri in queste partite di un Europeo lungo in cui l’insidia sta nel calo di concentrazione o nel peccato di presunzione. La Danimarca si riporta sotto e De Giorgi chiama un time-out per riordinare le idee e chiudere sul 25-22.
Azzurri on fire
Un set vissuto tutto sul filo dell’esplosività dell’attacco (64% di efficienza dell’Italia contro il 60 dei danesi) mentre in ricezione le percentuali sono basse per entrambe le squadre. A dare il là al secondo set è un ace di Sanguinetti e quando il servizio azzurro si alza di livello i nostri avversari incominciano a sbagliare. È un momento di crescita corale del gioco azzurro che trova con più facilità le combinazioni vincenti. Ed è ancora una volta la battuta dei nostri avversari a tenere aperto il set. È il momento di Jensen che dà nuovo slancio ai suoi con due servizi vincenti di fila. Ma gli azzurri sono on fire e rintuzzano il rilancio, poi scoppia l’apoteosi quando De Giorgi manda in campo Michieletto che fa subito punto. Si scava il solco tra l’Italia e i danesi con un vantaggio di sette punti che fa giocare a cuor leggero. E il peso specifico del gioco dello schiacciatore trentino si dispiega nel terzo set aprendo spiragli sulle prossime giornate di questo torneo. La partita scivola via così e il pensiero è già rivolto alla Finlandia.
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