
Michieletto senza fretta: "Ma il ghiaccio è rotto"
Ora che si fa? A Napoli Alessandro Michieletto, talentuoso schiacciatore azzurro e dell’Itas Trento, è tornato in campo per un giro dietro a fine match nel contesto di una partita, quella inaugurale con la Svezia, che si era caricata di tantissimi significati. Una partita evento ma portata fino in fondo con la forza della volontà nonostante la pioggia intermittente. Ebbene, chiamiamola una serata particolare e dei tanti spunti. Tra tutti uno ha avuto un significato speciale: si è rivisto sul parquet Michieletto e il suo ingresso ha rappresentato la chiusura di una prima fase del suo lungo stop.
"Bentornato"
É stato importante quel giro dietro per Alessandro che non era mai più sceso sul parquet dalla fine di gennaio, quando la stagione 2025-2026 stava entrando nella sua fase più bella. Si era fermato per una frattura da stress incompleta del peduncolo destro della quarta vertebra lombare. Una sentenza per l’Itas Trento che ha chiuso l’anno senza il suo migliore giocatore, ma una sentenza anche per la Nazionale perché il recupero è stato lungo, forse non ancora completato, e non si può forzare la sua presenza in campo nonostante l’Europeo metta un palio un pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Giovedì sera Michieletto è entrato in campo con tutte le cautele del caso. Il ct Ferdinando De Giorgi lo ha mandato in campo dicendogli: «Bentornato». Ma lo stesso tecnico nel post partita ha confermato che l’inserimento sarà graduale. Niente di nuovo sotto il sole visto che due giorni fa De Giorgi aveva espresso lo stesso concetto: «Ora è in grado di poter dare una mano e quindi è stato convocato, ma sarà un apporto graduale». Nel dopo partita il tecnico azzurro ha spostato l’attenzione dal possibile utilizzo all’impegno dello schiacciatore per rientrare: «Sottolineo quello che ha fatto Alessandro in questi due mesi e mezzo. Lui è stato un esempio. Ha incarnato tutti i valori di questa squadra: disponibilità rispetto e senso di appartenenza».
"Ho rotto il ghiaccio"
Oggi a Michieletto non può essere l’uomo delle soluzioni in questo Europeo. Lo schiacciatore azzurro è stato dal 2021 in poi una delle colonne portanti di questa squadra con un bottino di un oro europeo e due titoli mondiali. Non poco. In tutte quelle occasioni la sua presenza fisica, le sue doti tecniche, la sua efficacia al servizio hanno contribuito notevolmente a raggiungere gli obiettivi. Oggi Michieletto è stretto nella logica dei piccoli passi e deve mettersi a disposizione del gruppo facendo da uomo-gruppo ancora di più che in passato. Nel post partita Alessandro è sembrato soddisfatto del rientro: «Ho rotto il ghiaccio, è stata una cosa lunga e non vedevo l’ora». Ma non ha voluto sbilanciarsi di più ed è comprensibile dopo aver passato quasi otto mesi in attesa del giorno del ritorno, dovendo sostenere anche il peso della pressione delle domande sui tempi. Dovrà pazientare e lo faranno anche Nazionale e club. Trento viene da un anno travagliato. Ha finalmente ritrovato Daniele Lavia dopo un anno di stop, ma dovrà centellinare l’altra stella del suo attacco. La strada è ancora lunga.
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