
“Antropova, esempio per l’Italia e tutti noi”
Dalla Hall of Fame uno sguardo sull’Europeo delle azzurre. È quello di Maurizia Cacciatori, ex campionessa del volley italiano che quest’anno è entrata nella galleria dei grandissimi d’Italia. E il suo sguardo racconta da giocatrice quello che stanno vivendo le azzurre all’Europeo. Cacciatori, i bookmaker danno l’Italia favorita. È una cosa buona o mette pressione? “Buona perché vuol dire che la nostra Italia piace, convince e comunque dimostra di essere una tra le squadre più forti. Poi sono anche un po’ scaramantica”. Come giudica le azzurre e la prima fase del torneo? “La squadra ancora una volta ha dimostrato una grandissima versatilità. Basta il caso di Kate Antropova. Velasco all’inizio l’ha messa in zona 4, poi l’ha riportata nel suo ruolo naturale di opposta, quindi per esigenze di infortunio è ritornata in zona 4. Vedo una squadra che sa tirare fuori, anche dalle situazioni di difficoltà, fortissime risorse. Magari ha giocato una pallavolo non di altissimo livello, con errori e con discrepanze, però allo stesso tempo ha saputo reagire. Abbiamo un ottimo potenziale in attacco e dobbiamo gestire le parti che forse possono essere leggermente più fragili”. Da giocatrice, quanto è difficile cambiare ruolo? “Innanzitutto fare un cambio di ruolo di questo genere in un Europeo è ancora più difficile, per la pressione che comporta un evento dove si gioca per il titolo. Poi cambiano i riferimenti perché Kate deve attaccare da una zona differenti da quella a cui è abituata. Inoltre è responsabilizzata anche in difesa. E questo per lei è nuovo. Ma quello che mi piace di lei è questo messaggio che dà di mettersi a disposizione della squadra. È un qualcosa che non abbiamo visto tante volte nello sport. Lei è una tra le migliori opposte a livello mondiale, ma si mette al servizio della squadra. La sua forza è la capacità di comunicare agli altri quanto per lei sia anche un’opportunità, è consapevole che potrà avere dei limiti e sicuramente ne avrà, perché non è che si impara così velocemente un ruolo, però c’è quella predisposizione a dare dei feedback positivi”.
"Contro l'Italia tutte con il coltello fra i denti"
Questo atteggiamento pone Antropova in una dimensione che travalica le sue gradi doti tecniche. “Assolutamente, perché diventa un grande esempio per tutta la squadra e per tutti noi che la guardiamo. Se fosse toccata a me una cosa del genere, io sarei stata molto impaurita perché non mi sarei sentita sicura di molte cose. Invece lei non lo fa percepire ed è un gran bel segnale”. Cosa pensa un allenatore di una giocatrice che mostra questo approccio? “Non sono mai stata allenatrice, però se avessi un’atleta che ha questo atteggiamento, sarei orgogliosissima. Ne andrei proprio fiera e vorrei avere tutte atlete così. Lei è un esempio con la sua versatilità, ma anche il sorriso per proteggere il team, per far vedere che è tutto sotto controllo. E questo è importantissimo per l’equilibrio e la forza di un gruppo”. Ora il torneo entrerà nel vivo e l’asticella salirà. Che difficoltà incontrerà Antropova? “Contro l’Italia tutte giocano con il coltello tra i denti. Di sicuro la cercheranno in ricezione, perché sanno che non è nella sua posizione. Però credo che ci sarà un gioco ancora più unito perché in quelle circostante verranno fuori le compagne. Ma Kate è anche una risorsa perché in attacco può fare tanto. Anche in posto 4 perché ha una grande palla”.
"Ecco cosa aiuterà le nostre rivali"
Tutti prevedono un confronto per il titolo con la Turchia, che scontro sarà? “Nessuna squadra va sottovalutata, però la grande antagonista sarà la Turchia, perché sono anni che lottiamo contro di loro e poi loro ci conoscono perfettamente. Santarelli è un vincente, allena molte delle ragazze in campo e quindi ha un’esperienza notevole da far valere”. Antropova ha scelto di andare a giocare in Turchia, quanto perde il campionato italiano? “Perde tanto anche se sono consapevole che le nostre atlete devono fare esperienza all’estero perché ti fa crescere, ti dà ancora più responsabilità. Però giocatrici come Orro, Sylla e Kate le vorrei vedere sempre giocare nel nostro campionato perché la loro presenza fa bene al movinmento, al settore giovanile, agli sponsor, a tutto ciò che ruota attorno”. Orro e Sylla vengono da una nno in Turchia. Le aiuterà ad affrontare l’eventuale confronto con le turche? “Sì perché conoscono già il contesto, l’atmosfera che si respira, il calore dei tifosi. Però anche le avversarie hanno avuto modo di conoscerle e osservarle a lungo. E questo aiuterà le nostre rivali”.
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