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Giani: "Perugia ha qualità ed è pronta"

"La Sir Susa Scai ha Ben Tara ed è in ritmo, il punto debole di Zawiercie e Varsavia è il ruolo di opposto. Lo Ziraat ha Nimir, ma è fermo da molto"

Diego De PontiDiego De Ponti

Pubblicato il 13.05.2026, 13:15

5 min

Polonia e Italia, due mondi in perenne confronto nella pallavolo. E L’Italia ha i suoi osservatori speciali. Tra questi Andrea Giani, icona della generazione dei fenomeni e vincitore dell’oro olimpico con la Francia due anni fa. Giani allena lo Zaksa, squadra di grande blasone del campionato polacco, e ha scelto di vivere in Polonia con tutta la famiglia. Lo abbiamo raggiunto, mentre si stava recando all’Ikea locale, per chiedergli di raccontarci i segreti delle squadre polacche che prenderanno parte alla Final Four di Champions che si giocherà a Torino nel fine settimana. Giani, sempre convinto della scelta di vivere in Polonia? “Sono contento. Mi piace il livello del campionato, il mio club anche se sta riducendo il budget. Ha una buona organizzazione, è una società quadrata e ci lavoro bene”. Quali sono le caratteristiche delle due squadre polacche che prendono parte alla Final4 di Champions? “Partiamo dallo Zawiercie. Ha appena vinto il campionato in gara cinque. Noi ci abbiamo perso il quarto di finale. Abbiamo vinto da loro la prima partita 3-2. Poi abbiamo buttato via gara 2, altrimenti li avremmo eliminati. Però delle due polacche è la più quadrata. È una squadra che ha qualità di gioco, ha carattere. È allenata bene. Giocano bene, fanno battuta e muro-difesa veramente di livello. E poi in attacco hanno un giocatore sempre al centro del gioco, che è Russell, che ha giocato tanto in Italia. Hanno due centrali che sono bravi sull’attacco di primo tempo. E poi c’è il palleggiatore, Miguel Tavares. Tra i palleggiatori che giocano in Polonia è quello che mi piace di più. L’opposto, Boladz, è quello che può incidere sul rendimento della squadra. Se gioca allora lo Zawiercie diventa molto forte. Però se soffre diventa un problema”.

"Perugia gioca solo per le finali"

A Torino saranno decisivi gli opposti? “Le due squadre polacche sono quelle con gli opposti meno performanti. Perugia ha un super opposto come Ben Tara, dall’altra parte lo Ziraat ha l’olandese Nimir che è una vecchia conoscenza del campionato italiano e quando è in palla può fare male”. Perugia e Ziraat quindi hanno qualcosa in più? “Perugia non ha bisogno di presentazioni. È una squadra che ha tanta qualità, che sa giocare con palla alta e che ha tante opzioni. E questo fa la differenza. Lo Ziraat è un’altra bella squadra. Forse il giocatore meno dotato è il palleggiatore. Ma poi ha giocatori tosti in tutti gli altri reparti. Nimir è quello che si nota di più quando è in serie positiva. Perugia è una squadra che gioca per andare a caccia di finali. E anche nelle difficoltà trova le soluzioni giuste. È una squadra abituata a gestire momenti decisivi e farlo al meglio”. In semifinale la Sir troverà il Projekt Varsavia, che squadra è? “Varsavia ha sofferto la prima parte di stagione, ha cambiato l’allenatore, ha trovato quadratura e la sua seconda parte di stagione mi è piaciuta. È abbastanza completa, però gli manca l’opposto di livello. Poi è senza l’ex Modena Bartosz Bednorz che si è infortunato. Lo sostituisce un giovane, ma il livello è diverso. Sulla carta la vedo un gradino sotto Perugia”.

"Nimir può fare molto male"

Come vede l’altra semifinale? “È più equilibrata. La vedo come una partita aperta, con due squadre alla pari”. Lo Zawiercie ha spazzato via Civitanova ai quarti. Ha dato l’impressione di grande solidità. “Sì è vero, però nello stesso periodo ha giocato con noi i quarti e ha perso gara 1. È una squadra forte, ma non è perfetta. Se Nimir è in giornata può far molto male. Secondo me questa partita è molto equilibrata, credo che le chance siano alla pari. Semmai il problema dello Ziraat è che è fermo da un po’. Non ha il ritmo di Zawiercie o di Perugia”. Lei verrà a Torino per le Final Four? “Non posso perché il 18 inizio il lavoro con la nazionale francese. Però seguirò tutta la Final Four. Non guardo tanto al gesto tecnico. Ma al modo in cui ogni squadra cercherà di rispondere alle difficoltà e alle sollecitazioni in campo. Il volley dipende dal modo in cui due squadre gestiscono le situazioni. E Perugia ha dimostrato di aver questa qualità”.

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