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"Milano a segno in casa Imoco!"

La serie tricolore: Conegliano col fattore campo. Il tecnico Lavarini esalta il Vero Volley: "Per vincere lo scudetto bisogna riuscirci con più qualità"

Piero GiannicoPiero Giannico

Pubblicato il 11.04.2026, 13:00

4 min

Il tempo delle attese è finito. Questa sera (ore 20.30 diretta tv su Rai Sport, Dazn e Vbtv) in un Palaverde di Villorba già sold-out, si alza il sipario sulle Finali Scudetto di Serie A1 Tigotà. Ancora una volta di fronte Conegliano e Milano, che si giocano il titolo di Campione d'Italia per la quarta volta nelle ultime cinque stagioni. Sfida che si disputerà al meglio delle tre gare vinte su cinque. Da una parte la Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano, dominatrice delle ultime 13 stagioni disputate, per 10 volte in finale scudetto (quella che di quest'anno sarà l'8º di fila), capace di conquistare 7 scudetti consecutivi: il primo scudetto risale al maggio 2016 quando in finale ebbe ragione di Piacenza. Dall’altra parte la Numia Vero Volley Milano, che è riuscita a incrinare le certezze delle Pantere, battendole nella finale di Supercoppa. Conegliano ha subito anche il ko al Mondiale per Club a opera di Scandicci. Due ko che hanno reso più una la squadra veneta. Poi è arrivato il successo in Coppa Italia per ristabilire equilibrio nel campionato italiano. Con Milano è una rivalità che va oltre il campionato, che attraversa coppe e confini, e finali giocate: dalla Champions League al Mondiale per Club, passando per Coppa Italia e Supercoppa. Un duello continuo, che sa di storia e di controllo. Sarà l'incrocio n.50. Conegliano arriva all’appuntamento forte del primo posto in regular season e di un percorso netto nei playoff contro Busto Arsizio e Novara. Milano, invece, ha eliminato Vallefoglia e Scandicci. Attenzione poi a Paola Egonu in grande condizione, autrice di 151 punti nelle sei gare dei Playoff.

"Palaverde campo caldo, ma bisogna vincere"

A presentare Gara1 della finale scudetto è coach Daniele Santarelli: “Mi aspetto una finale lunga ed equilibrata, tra due squadre complete, con pochi punti deboli e diverse alternative che possono fare la differenza. Ogni gara sarà fondamentale, l’importante è non esaltarsi per una vittoria o abbattersi per una sconfitta perché bisogna essere pronti a una serie lunga e incerta fino alla fine. È fantastico partire nella nostra casa, al Palaverde, per Gara 1, non vediamo il momento di iniziare dopo un periodo di pausa davvero inusuale”. In casa meneghina coach Stefano Lavarini non ha dubbi: “Siamo consapevoli del valore del nostro avversario, ma vogliamo giocarci tutte le nostre possibilità mettendo in campo le qualità con cui abbiamo raggiunto questa finale. Come sempre affronteremo una gara alla volta cercando di trovare le chiavi giuste per mettere Conegliano in difficoltà e, soprattutto, per dimostrare il nostro miglior livello di gioco. Gara 1 sarà difficile per entrambe le squadre perché non ci affrontiamo da molto e bisognerà trovare ritmo e riferimenti. Il Palaverde è un campo molto caldo e difficile, ma se si vuole sognare di vincere lo Scudetto la matematica dice che bisogna vincere anche lì”.

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