
Mati crede in Modena: "Facciamo il match"
Il derby della via Emilia non ha bisogno di presentazioni. Dentro ci sono tensione, storia recente e un equilibrio che racconta tutto: 14 vittorie a testa nei precedenti, sette sfide stagionali già disputate, tre tie-break nelle quattro gare di questa serie. Oggi Gara 5 dei quarti playoff scudetto tra Valsa Group Modena e Gas Sales Bluenergy Piacenza, nel tempio del PalaPanini (ore 18, diretta su Rai Sport, Dazn, Vbtv). Chi vince va in semifinale contro Perugia (dall’altra parte se la vedranno Verona e Civitanova). E tra i protagonisti più attesi c’è lui, Pardo Mati, 19 anni, centrale tra i più forti in circolazione e tra quelli che vedremo a breve nel giro della Nazionale. In Gara 4 ha lasciato il segno: 14 punti, 4 ace, 2 muri e un MVP più che meritato. Numeri, sì, ma soprattutto personalità. Fuori dal campo studia psicologia. Così giovane e già protagonista in SuperLega. Come metabolizza tutto questo? «Sto vivendo ogni giorno il mio sogno. Giocare in SuperLega era quello che volevo e Modena ha creduto in me. Devo ancora dimostrare tanto. Sono solo all'inizio del mio percorso».
Le parole di Pardo Mati
C’è Gara 5: che sensazioni ha? «Cerco di viverla divertendomi. Sono partite intense, punto a punto. Siamo a un bivio, approdare in semifinale scudetto o andare a disputare il playoff 5° posto per la Challenge che sinceramente non ci meriteremmo. Queste partite hanno dimostrato come noi e Piacenza ci equivaliamo, la differenza è nei dettagli. Loro forzano tanto la battuta, e sono imprevedibili nella rigiocata. In Gara5 dobbiamo fare la partita e non adattarci al loro gioco. Rappresentiamo Modena Volley, siamo storia e tradizione della pallavolo italiana nel mondo». Quanto sta incidendo Alberto Giuliani sulla sua crescita? «Tantissimo, è un grande coach, e con lui lo staff di Valsa Group Modena che è di altissimo livello: Roberto Ciamarra (vice allenatore e preparazione tecnica), Oscar Berti (preparatore fisico) e Antonio Brogneri (capo della fisioterapia). Mi hanno migliorato tecnicamente, ma anche a livello fisico e mentalea». Avere accanto un'istituzione come Anzani cosa le dà? «È tantissimo. Per me è il centrale italiano più forte di sempre. Ma oltre alla tecnica, trasmette valori come rispetto, disciplina e umanità. È un esempio per me e per tutti. Il nostro reparto di centrali è tra i migliori di tutta la SuperLega c con Sanguinetti e Tauletta».
L'importanza della famiglia
E il PalaPanini? «È qualcosa di speciale, il pubblico incide, gioca con noi. In campo senti la differenza». Amir Tizi-Oualou, quanto incide nel vostro gioco? «Moltissimo. Siamo una squadra equilibrata e lui gestisce tutto con grande personalità. Tiene tutti dentro la partita». Quanto conta la famiglia nel suo percorso? «Tutto. Mio padre, mia madre e mia sorella mi hanno sempre seguito ovunque, anche all’estero. Sono il mio punto di riferimento e a loro devo l'uomo che sono oggi». La pallavolo come la musica? «Ho poco tempo, ma la musica fa parte di me. Da piccolo suonavo la batteria, facevo anche esibizioni con il gruppo della scuola di Grosseto. Se potessi, riprenderei».
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