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Verona è energia pura: la Coppa Italia è sua

Trento battuta, ma tiene testa alla Rana senza Michieletto. Primo trofeo per i veneti trascinati Darlan, Christenson è l’Mvp 

Diego De PontiDiego De Ponti

Pubblicato il 09.02.2026, 06:15

4 min

La Coppa Italia è di Verona. Al secondo tentativo è arrivato il trofeo, il primo di una squadra che può aprire un ciclo. Ieri a Bologna, in una Unipol Arena Sold Out la Rana Verona ha battuto 3-0 l’itms Trentino encomiabile nella sua forza nel resistere ai guai che si sono succeduti in stagione. Verona invece chiude una due giorni da 3-0 che sancisce un verdetto categorico. Verona ora è pronta a giocarsela per tutto. Sabato ha battuto i campioni del mondo con la gara perfetta, ieri i campioni trentini che hanno messo in mostra ancora una volta una forza di resilienza che non è comune. Il rebus di Trento è stato quello di riuscire a staccare la palla da rete per impedire a Micah Christenson di distribuire a piacimento la palla ai suoi attaccanti. La forza di Verona sta tutta in questa architettura: un palleggiatore molto dotato e tre terminali offensivi di prima grandezza (Rok Mozic, Noumory Keita e Darlan). Se Verona riesce a far girare questa china diventa veramente difficile contenerla. Perugia ne Sto arrivando! Qualcosa perché è stata sconfitta in campionato e nella semifinale di sabato.

Trento resiliente, ma Verona resta avanti

Per frenare lo slancio di Verona c’è una solo via da seguire: mandarla in difficoltà in ricezione e impedirle, di conseguenza, di organizzare il gioco offensivo con palle facili in mano a Christenson. Civitanova ci è riuscita e li ha battuti in casa. Trento è costretto a seguire questo stretta via. Facile a dirsi e l’avvio del primo set conferma questa autorità in campo dei veronesi con i tre a martellare per il 10-5. Trento forza al servizio, ma sbaglia anche molto. Theo Faure e Simon Torwe sono i più pericolosi, ma alla casella errori in battuto le statistiche salgono. Darlan è impietoso nei suoi affondi, 80% di perfetta e l’Itas fatica a contenere il distacco in quattro lunghezze. Ma dopo la metà del set Trento trova più incisività in battuta e si riavvicina. E con la battuta che entra anche la ricezione diventa più favorevole. Ma Verona resta comunque avanti fino al 25-21. Però Trento è maestra di resilienza ed è su questo binario che la partita può prendere una piega più equilibrata.

Verona fa festa

Si riparte con un 6-3 dell’Itas poi 8-5 ed è il momento migliore dei trentini. L’aggancio arriva sulla’8-8 e poi un po’ di fortuna e un nastro di Darlan garantiscono il primo vantaggio dei veronesi. Sul 10-9. Trento tiene e un ace di Faure la riporta avanti sul 20-19. Verona risponde con un ace di Keita e ritrova la via del traguardo che vuole dire 2-0. Come sabato contro Perugia, ma meno in scioltezza. L’affondo per chiudere i conti arriva a inizio del terzo set- Verona si produce in una fiammata che vale il 6-1 su battuta del capitano Mozic. Poi Verona scappa via e tra un colpo di Keita e uno di Darlan si trova proiettata in alto sul 17-9. Trento ritorna sotto, ma non basta. Verona però ne ha di più a e va a battere per il match con 5 match ball. Il trionfo è solo questione di tempo e poi è festa Verona.

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