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La legge delle più forti

Conegliano controlla Novara: decima finale di fila  Chieri fa sudare Scandicci che si impone al 5° set 

Diego De PontiDiego De Ponti

Pubblicato il 25.01.2026, 13:00

7 min

Conegliano e Scandicci per la Coppa Italia. La rivoluzione delle piemontesi non c’è stata. Ma è stata un’uscita dallo scivolo delle semifinali con due versioni. Novara ha lasciato strada, Chieri ha lottato fino all’ultimo centimetro di campo e nel tie-break ha pagato un calo dovuto a inesperienza e gioventù. Ma ha dimostrato di saper stare in gioco. Novara non ce l’ha fatta. Questa volta. Così la finale di oggi sarà quella più ovvia sulla carta. Sarà la finale delle corazzate, all’Inalpi Arena di Torino alle 15, in diretta su Rai 2. Da una parte Conegliano che è arrivata alla sua decima finale di fila, dall’altra ci sarà Scandicci alla sua prima finale di Coppa Italia. Monica De Gennaro, libero dell’Imoco, inseguirà il record di otto vittorie in Coppa Italia, Scandicci la sua prima vittoria. Ci sono tutti gli elementi per uno spettacolo stellare. Alle sconfitte resta il gusto di esserci state in questo impianto stracolmo e che oggi sarà sold out. Novara ci ha provato ad arrivare in fondo, sperando che l’Imoco patisse lo “spirito di Istanbul”, quello della partita di Champions League con il Fenebahce. Conegliano però ha la qualità di Gabi per rispondere. E non solo. Che la partita non fosse di quelle già segnate si era detto alla vigilia. L’Igor Gorgonzola ha fatto la sua parte per onorare il ruolo di guastafeste. Così è stato con la Numia Vero Volley e ha cercato di riprovarci per dare il tocco giusto a questa stagione. È lungo questa faglia che si svolge il duello tra Tatiana Tolok e Isabelle Haak. Ma poi la palla che pesa Wolosz la smista sempre a Gabi e c’è spazio anche per Zhu. Nella fase centrale del primo set cresce la ricezione di entrambe le squadre e si vedono scambi prolungati. Ad avere la meglio in questa fase però è Conegliano che si porta a + 4. Merito di una Haak più ficcante in attacco, anche se con qualche sbavatura in difesa e ai punti di Zhu. Novara però non molla e ripesca lo “spirito di Istanbul” per tenersi in scia alle venete.

Cala il sipario di Coppa su Novara

Il set si chiude 25-23 per l’Imoco con un diagonale di Zhu. Novara ci riprova nel secondo tempo, ma paga alcune imprecisioni. Squarcini è in palla, 9 punti a fine gara. Gioca alcuni primi tempo che aprono le maglie del muro dell’Imoco. Poi arriva quello granitico di Cristina Chirichella e Conegliano riparte. Ma a fare la differenza sono i troppi errori di Novara che spreca troppo con Tolok, Herbots e Bonifacio. Errori che pesano sull’economia del punteggio. Conegliano ringrazia e vola via. Un crollo che si fotografa con il 10% di efficienza in attacco delle novaresi. Per Conegliano si tratta di un set condotto con sforzo calibrato e l’onda lunga si prolunga in avvio di terzo set con un 7-3 che costringe Lorenzo Bernardi, tecnico dell’Igor, a chiamare time out. Ma Novara è frastornata e fatica. Poi si accende una scintilla e le azzurre tornano sotto sul 20-19. E tocca a Gabi mettere a segno due punti per riportare il set sul binario che spinge l’Imoco dritta in finale. Resta un’occasione sprecata dall’Igor Novara che non è riuscita a fare la partita. Questo si chiedeva alle novaresi per continuare in quell’opera di ristrutturazione dell’immagine di Conegliano iniziata da Milano, con la Supercoppa, e proseguita da Scandicci con il Mondiale per club. Ieri il terzo atto non c’è stato e lo dicono i numeri: 3-0, Novara avanti solo in avvio poi sempre a rincorrere con un gap di 3-4 punti che ha permesso alle gialloblù di controllare. E invece Conegliano va presa per la gola per farle perdere quegli automatismi ormai consolidati. Il sipario della Coppa Italia cala su Novara, che lascia strada. Oggi farà da spettatrice e rifletterà su quello che continua a mancare perché questa stagione prenda un’altra piega.

Lo spirito di Istanbul

La squadra che ci ha abituato a sonnecchiare un po’ con le meno forti ed essere iperattiva con le big (si pensi allo “spirito di Istanbul”) è rimasta sulla porta e lo spettacolo lo hanno fatto e lo faranno le altre. La palla della contesa è passata poi al Fenera Chieri contro le campionesse del mondo per club di Scandicci. Si è riproposto il duello tra piccola e corazzata. Le toscane hanno messo subito in campo la forza dirompente di Ekaterina Antropova. Il tecnico Nicola Negro ha scelto, come da sua filosofia, il sestetto base in cui si è rivista Laura Kunzler tenuta a riposo precauzionale con il Macerata. Ad Antropova risponde Chieri con Anett Nemeth e il primo set scorre seguendo il rito del punto a punto. Ma alla fine l’elemento che sposta gli equilibri è sempre l’opposta che ci mette il suo tocco. Chieri sta in scia finché può e questo è già un successo. Ma quando il set entra nella fase decisiva Scandicci fa un passo avanti, poi magari si incapriccia e spreca qualcosa, ma è sempre avanti. Si riparte e il Fenera mette a segno il primo break sul 7-5 con un bel muro su Antropova. Un segnale importante nell’equilibrio di un gioco che passa dai punti pesanti dell’opposta. Poi arriva anche un muro su Avery Skinner e la partita si accede. Ma si ridesta anche l’attenzione di Scandicci che non ci sta. E c’è ancora una volta Antropova nel ritorno delle toscane. Eppure Chieri fa quello che deve fare una piccola. Attenta e sfrontata manda a rotoli il piano della Savino Del Bene e si prende il pari. E ritorna sotto anche nel quarto set con furore e con la spinta del pubblico. Poi nel tie-break cala in attacco e Scandicci che ha imparato a vincere fa il resto. Ora le stelle sono rimaste due ma brillano intensamente sul cielo di Torino.

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