
La staffetta che scotta
Il Mondiale è finito, ma l’appetito viene mangiando. A seguire da casa il ritorno delle azzurre sul gradino più alto del podio iridato, dopo 23 anni sono stati 4 milioni e 123 mila telespettatori, pari al 33% di share. Piacciono le ragazze perché giovani, belle e vincenti. E la voglia di rivivere le stesse emozioni cresce in un pubblico che ha scoperto la pallavolo. In una domenica in cui Sinner, la Ferrari e la Nazionale di basket si sono fermate, il trionfo delle ragazze del ct Julio Velasco ha regalato emozioni, entusiasmo e quel pizzico di adrenalina che vorremmo vivere ogni giorno. Per questo l’attenzione di tutti si rivolge alla squadra maschile che è pronta per fare il suo esordio al Mondiale che inizia venerdì nelle Filippine. I ragazzi del ct Ferdinando De Giorgi sono i campioni in carica, titolo vinto in Polonia nel 2022, e dovranno difenderlo con le unghie, e con i denti, dagli assalti di squadre quotate come Francia, Polonia e Brasile. L’esordio, sarà domenica, ore 15.30 a Manila, contro l’Algeria a cui seguiranno gli impegni con Belgio e Ucraina. Gli azzurri sono arrivati ieri a destinazione, dopo lo stage in Giappone chiuso da due amichevoli positive.
Il gruppo si sta blindando
Da oggi tutti al lavoro, è previsto un doppio allenamento e ci sono a che motivi di cauto ottimismo per gli infortunati. Yuri Romanò ha recuperato ed è stato impiegato in Giappone, si lavora per recuperare anche Giovanni Gargiulo, che si era scavigliato due settimane fa. Il centrale è tornato a lavorare e si incomincia a ipotizzare l’eventualità che possa essere disponibile. Lo staff azzurro ha deciso di attendere fino all’ultimo per togliere la riserva e questo vuole dire dovremo attendere venerdì per saperne di più. Anche sul fronte della sostituzione dello schiacciatore Daniele Lavia sono arrivati segnali confortanti da Mattia Bottolo e da Luca Porro. Più esperto e concreto il primo, più esuberante e creativo il secondo. Il gruppo si sta blindando rispetto alle polemiche che potrebbero condizionarne la tranquillità. Un concetto che ha ripetuto allo sfinimento Julio Velasco nei confronti delle sue ragazze. E si è visto il risultato. Un elemento di disturbo avrebbe potuto essere l’ipotesi formulata da alcuni di un trasferimento del tecnico argentino alla guida dei maschi al posto di Fefè De Giorgi. Velasco ha rigettato con fastidio questa ipotesi, quando gli è stata ventilata, ed è un’ipotesi che non tiene conto del percorso e dei traguardi che ha raggiunto il saggio Julio con la femminile.
A Velasco piace l’idea del triplete
In primo luogo Velasco ha costruito un rapporto ottimo con le azzurre. Per Julio questo è un gruppo “fantastico” per determinazione e abnegazione. Con loro ha conquistato l’oro olimpico che gli mancava, ha vinto un Mondiale emozionante ed è già al lavoro per centrare anche l’Europeo del 2026. Perché a Velasco l’idea del triplete piace, anche se per l’idea di umiltà del gruppo che ha deciso di trasmette alla stampa non lo ammetterà mai. Inoltre questo gruppo ha l’ambizione di arrivare al suo meglio alle prossime Olimpiadi, Los Angeles 2028, con l’ambizione di difendere quell’oro che luccica e potrebbe farlo ancora di più in caso di bis. Anche Velasco ha quel desiderio e crede nel gruppo con cui sta lavorando, atlete e staff. C’è poi una ragione più profonda che fa cadere, ora, quell’ipotesi. Julio Velasco ha dato la sua disponibilità ad allenare le azzurre perché aveva voglia di una nuova sfida. In occasione della sua presentazione, inizio 2024, al Centro Pavesi di Milano, lo dichiarò con estrema chiarezza. Spiegò di aver voglia di una nuova esperienza di vita con il volley femminile, perché il suo primo passaggio in questo ruolo non gli aveva permesso di realizzare tutto quello che avrebbe voluto e desiderava questa opportunità.
Il rapporto profondo con De Giorgi
La fine del ciclo di Davide Mazzanti ha reso possibile questo incontro. Un’affermazione che esprime anche la convinzione del tecnico argentino di avere dato al maschile molto, forse tutto quello che poteva dare. E la pallavolo maschile italiana deve tanto agli anni di Julio Velasco commissario tecnico, sono stati anni che hanno rivoluzionato il volley italiano, che l’hanno portato al vertice, che ne hanno fatto un movimento guida. Velasco arriva alla Nazionale femminile provenendo dal ruolo di direttore tecnico del settore giovanile maschile. Lo aveva voluto in quel ruolo l’allora presidente federale Bruno Cattaneo. In quel ruolo ha contribuito a crescere i giovani che si stanno affacciando alla Nazionale. E sono tanti, se messi in rapporto al femminile dove ad un numero di tesserate triplo non corrispondono gli stessi numeri. Un altro successo, quindi, che ora andrà portato anche nel femminile per dare linfa alla Nazionale a venire. C’è poi una ragione più intima e personale. Velasco ha un rapporto profondo con Fefè De Giorgi, che è stato uno dei suoi giocatori più fedeli. I due sono legati da stima e affetto. È più facile pensare ad un Velasco che sostiene, e partecipa con il suo tifo e la sua visione, alle gesta dei ragazzi di Fefè. Ma la vera sfida per gli azzurri è adesso, con il titolo da difendere e la voglia di non essere da meno delle ragazze. Uno stimolo importante per lavorare a testa bassa.
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