
Perugia, i giorni della grazia
TORINO - La corazzata che aveva paura di volare ora è sul tetto di Europa. Perugia è salita fino a Lodz, in Polonia, per prendersi quella Champions League tanto sognata e che sembrava così difficile da raggiungere. Anni di tentativi, campioni frustrati e tecnici bruciati sono serviti ad arrivare qui. La Sir ha vinto, battendo lo Zawiergie, e il 21º successo italiano nella manifestazione porta la sua firma. Prima però ha dovuto murare tutti i suoi fantasmi, come avevamo scritto alla vigilia, e confrontarsi con il baratro dell’ennesimo insuccesso. Perugia si è portata sul 2-0, ma quando tutto sembrava più facile ha subito la rimonta dei padroni di casa. È parso che il sortilegio fosse ancora lì a dettare legge e a farlo nel modo più doloroso e beffardo. Deve averlo pensato anche il tecnico Angelo Lorenzetti inseguito anche lui da una fattura: quattro volte in finale, quattro volte respinto come da una bella scontrosa che sa solo dire di no.
Le parole dei protagonisti
Quel no avrebbe potuto materializzarsi per l’ennesima volta. Poi il tie-break, personalissimo 4-3 della Perugia del patron Gino Sirci che alla fine ha fatto esplodere tutta la sua gioia incontenibile: «Era la coppa che ci mancava. L’abbiamo vinta. Ora possiamo guardare tutte le nostre rivali negli occhi con orgoglio. Sono al settimo cielo». Il trionfo della Sir è stato impreziosito dai premi individuali: gioia doppia per Simone Giannelli (Mvp della Finale e miglior palleggiatore della Final Four), Oleh Plotnytskyi (inserito nel sestetto ideale come miglior schiacciatore) e Wassim Ben Tara (miglior opposto della tre giorni di Lodz).
Sempre contenuto nelle sue emozioni Angelo Lorenzetti ha di che esultare: «Ci sono andato vicino quattro volte, ma arrivare in Finale è comunque un grande percorso. La commozione che mi ha preso a fine partita è legata ai ragazzi, a ciò che avevano e hanno vissuto nell’ultimo periodo. Non riuscivo a sbloccarli e questo mi faceva stare male, perché voglio loro bene. È stata una partita costante. D’incanto, la partita ci è entrata maggiormente, si vede che doveva finire così».
E poi il capitano. Simone Giannelli senza freni: «Un’emozione indescrivibile, un’impresa. Dopo l’eliminazione dai playoff scudetto siamo stati tosti nel continuare ad allenarci e a credere nel nostro gruppo. I ragazzi mi hanno seguito».
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