Baranowicz: “Ho imparato così tanto! Insegnerò ai giovani”

Il palleggiatore tra Cisterna e i progetti per un futuro nella pallavolo: le dichiarazioni

Diego De PontiDiego De Ponti

Pubblicato il 06.12.2024, 08:31

4 min

Quindici stagioni in A1 e la mission di accompagnare Cisterna tra le migliori squadre del campionato di Superlega. Michele Baranowicz, a 35 anni, continua ad essere un palleggiatore dal tocco ispirato, studia all’università sport e management e progetta di varare, insieme a Ivan Zaytsev, una Academy per i giovani. Baranowicz è alla quarta stagione a Cisterna che è in corsa per un posto tra le migliori otto della prima parte di stagione, che porta in dote un posto ai quarti di finale di Coppa Italia. Non male per una squadra che deve confrontarsi con vere corazzate. Domenica i laziali affronteranno Monza, ma potrebbero già essere aritmeticamente certi dell’ottavo posto in caso di sconfitta questa sera di Taranto a Verona. C’è spazio quindi per guardare avanti.

Baranowicz, cosa si prova a vivere di nuovo la possibilità di tornare a giocare un quarto di finale di un trofeo di spessore?
«Devo essere sincero. Dopo tanti anni di A1, dopo tante esperienze non mi faccio prendere più da certe frenesie. Ho imparato tante cose, soprattutto a vivere dando importanza ad altri aspetti. E questo mi aiuta anche in campo».

È per questo che progetta un’Academy per i giovani con Zaytsev?
«Io e Ivan abbiamo in testa tanta idee, tante cose che stanno maturando. C’è la voglia di costruire una realtà che possa fornire servizi e supporto ai ragazzi che vogliano fare questo sport».

Prima viene il campionato e la corsa per entrare tre le prime otto. Avete avuto una partenza in salita.
«Direi che è stata più che altra complicata. Il nostro è stato un calendario molto difficile. Abbiamo trovato sulla nostra strada tutte le big. Abbiamo fatto bene con Verona. Anche con Trento avremmo meritato un punticino. Lo stesso forse con Piacenza. Poi quando perdi tutto diventa più complicato. Però i nostri ragazzi sono stati bravi a reagire e ora ce la giochiamo».

Quali sono le caratteristiche di questa squadra?
«La squadra è rimasta la stessa della scorsa stagione con l’innesto di Pace e di Diamantini. L’obiettivo che ci siamo posti è di riuscire a fare meglio dello scorso anno, noni alla fine della stagione regolare. La nostra crescita dipenderà dalla maturazione di Faure, Ramon e Bayram. Abbiamo lavorato molto sulla battuta, siamo soddisfatti della correlazione muro-difesa. Dobbiamo crescere ancora nella fase di side-out. Il nostro è un percorso che dipenderà molto anche dagli step mentali dei ragazzi».

È molto cambiata la pallavolo da quando ha iniziato?
«È cambiato tutto. Quando ero un ragazzo c’era tanta attenzione alla tecnica, l’errore non era tollerato, c’era quella cattiveria ce ti aiutava a crescere. Oggi tutto è più tranquillo, conta di più il gruppo, c’è molta più amicizia e la cosa importante è stare bene insieme agli altri in campo e in palestra».

Correre per l’ottavo posto è importante per Cisterna?
«È un giusto traguardo e ci dà sicurezza, anche perché vuol dire che siamo già a buon punto nella corsa salvezza».

E Monza?
«Ai ragazzi ho detto che è una sfida bugiarda. Valgono molto di più della loro classifica. Non possiamo abbassare la guardia».

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