Volley Superlega, Paolo Porro: "Milano, facciamo un'altra impresa"

Il regista dell’Allianz, presenta gara 1 dei quarti di finale playoff contro Piacenza: "Con gli emiliani abbiamo un conto in sospeso"

Diego De PontiDiego De Ponti

Pubblicato il 06.03.2024, 12:00 (Aggiornato il 06.03.2024, 12:14)

4 min

Le mani su Milano. Le mani sono quelle di Paolo Porro, palleggiatore 22enne,che dettano il gioco di Allianz Milano. Un anno fa l’eliminazione di Perugia dai quarti playoff, quest’anno l’eliminazione di Piacenza ai quarti di Coppa Italia. Milano è una mina vagante e lo sarà anche nei quarti di finale dei playoff di quest’anno. Sulla sua strada c’è di nuovo Piacenza, oggi in campo alle 20.30.
 
Pronti a dare un dispiacere ad una grande? 
«Lo scorso anno abbiamo battuto Perugia ai quarti ed è stata una grande soddisfazione. Però non siamo ancora arrivati ad una finale. Ma qualche volta non siamo stati continui. E questo è quello che fa la differenza tra grandi squadre e quelle a cui manca qualcosa». 
 
Piacenza l’avete già battuta in Coppa Italia.  
«Sarà una bella sfida. Abbiamo un conto in sospeso con loro, per via della finale 3º/4º posto dello scorso anno. Noi ci siamo arrivati in riserva e loro sono andati in Champions League. A dicembre ci siamo tolti un sassolino dalle scarpe». 
 
Che partita si aspetta? 
«È una squadra forte, forte. Qualche volta è mancata di continuità, ma è tosta. Speriamo di non trovarli in un momento al top. Ci metteranno l’anima, perché è rimasto solo questo obiettivo stagionale». 
 
Il giocatore più temibile? 
«Lucarelli è il loro pilastro ed è anche il più continuo. È lui che fa la differenza». 
 
Che stagione ha vissuto l’Allianz Milano quest’anno? 
«All’inizio siamo stati frenati dagli infortuni. Anch’io ho avuto la mia parte. Poi ci siamo ripresi e siamo cresciuti. Dopo la Coppa Italia eravamo in flessione. Però negli ultimi tre turni abbiamo infilato tre ottime prove con Verona, Taranto e Perugia. Il sesto posto finale è positivo perché ci garantisce una trasferta nei quarti facile da affrontare. Può sembrare banale, ma quando giochi ogni tre giorni le trasferte lunghe». 
 
Decisivo il successo con Verona? 
«È stato fondamentale gettare Verona per recuperare morale, consapevolezza e punti in classifica». 
 
Com’è giocare con Matej Kazijski? 
«Lui è un grande. Si rapporta con noi come un ragazzo e si diverte ancora. È quel tipo di giocatore che sai che c’è sempre quando serve». 
 
Lei è cresciuto con Milano. 
«Sono arrivato a 19 anni e non avevo nemmeno la patente, andavo ad allenarmi in pullman. Sono molto felice dei tre anni in questa società». 
 
Milano vi segue? 
«C’è molto interesse, abbiamo fatto alcuni sold out e il pubblico è sempre tanto. Non è facile perché la competizione è grande. Però è tutto il movimento della pallavolo ad avere più attenzione e seguito. E questa è una cosa bella che ti fa pensare che, nel tuo piccolo, stai facendo qualcosa di buono. La pallavolo piace sempre di più, è più visibile e la Nazionale ha fatto tanto per destare interesse su tutto il movimento». 
 
 Si sente pronto per la maglia azzurra? 
«Potrei dire di sì, ma so che ci sono altri i molto bravi ed è giusto che siano loro a vestirla. Io faccio quello che devo per essere pronto. Con le giovanili mi sono tolto belle soddisfazioni e vestire questa maglia è sempre una cosa speciale».

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