Modena, quanti dilemmi
I gialloblù sono settimi dopo un girone di andata deludente. La squadra era stata costruita per vincere subito, ma fatica ad imporre il suo gioco e s'arrende con chi alza il ritmo
TORINO - Modena per noi, è la capitale del volley italiano. Modena quest’anno sta hai margini. L’ultima sconfitta, a Milano, per 3-0 conferma questo trend. Settimo posto alle spalle di big e meno big, come Milano e Monza. Eppure i gialloblù hanno collezionato sette vittorie. Una in meno di Piacenza che è terza. A pesare sono i tanti successi da due punti che hanno frenato la corsa di Modena. Ma allo stesso tempo rivelano qualcosa su quest’annata. La squadra appare fragile, incapace di lottare, quando il gioco si fa duro. Contro Piacenza, prima, e Milano poi ha lasciato che gli avversari scappassero via. Dopo quest’ultima sconfitta è intervenuta la presidente Giulia Gabana per riaffermare l’unità del gruppo e la volontà di invertire rotta: «I momenti bui a volte sono dietro l’angolo di una vittoria e ci si può cadere dentro in un attimo ma non sempre la soluzione per uscirne è immediata. Si deve lavorare insieme ed uniti, senza scoraggiarsi e cercando di riaccendere quella luce che per qualche cortocircuito si è spenta. L’unica cosa che non si fa mai, o almeno che io non ho mai fatto, è mollare e nessuno di noi lo farà. Sono fermamente convinta che esista solo una strada per uscire dai momenti bui: tirarsi su le maniche, lavorare, rimanere uniti sereni e concentrati, ma soprattutto senza mai perdere fiducia in noi stessi. Se siete delusi da quello che abbiamo dimostrato nelle ultime gare, vi capisco e mi dispiace. Ora, in silenzio e con grande determinazione e impegno, ci rimettiamo a lavorare».
I PUNTI CRITICI
Questa è la squadra che ha voluto la presidente ed è giusto che difenda l’idea che la portata a costruirla. Ma oggi crescono i dubbi sulle scelte fatte, in un quadro in cui pesano i contratti in scadenza dei veterani (ad esempio Bruno). Poi la scelta di riportare in Italia Osmany Juantorena, un monumento, che però fatica. Poi c’è la questione opposto. Si è lasciato partire Adis Lagumdzija, ma il russo Maksim Sapozhkov non incide. Un quadro in cui vanno in crisi i giovani che già vestono la maglia azzurra: Tommaso Rinaldi e Giovanni Sanguinetti. Invertire rotta sarà un’impresa da capitale del volley.
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