Il Cio sta... nel mezzo: riammessa la Russia

Sotto monitoraggio le attività nelle zone di giurisdizione sportiva ucraina. Il ministro Degtyarev da Mosca: "Chiaro segnale, politica fuori da sport"

Riccardo Signori Riccardo Signori

Pubblicato il 08.07.2026, 13:30

5 min

Non sapendo più da che parte stare, il Cio ha scelto di stare nel mezzo dove di solito, non sempre nello sport, si colloca la “virtus”. E, dunque, ieri il Comitato Olimpico Internazionale ha deciso di revocare in via “provvisoria” (qui parla il sor Tentenna) la sospensione del comitato olimpico russo (Roc) in vigore dal 12 ottobre 2023. E questo passo agevolerà la partecipazione degli atleti alle qualificazioni per le Olimpiadi di Los Angeles 2028, ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali di Dolomiti Valtellina del 2028 e a tutte le manifestazioni sotto l’egida Cio. Insomma dopo un Trump che fa cancellare la squalifica di un giocatore Usa ai Mondiali di calcio, ci voleva un Cio che rimette in gioco la Russia: sorta di riequilibrio politico e geografico dello sport.

Russia, Ucraina e sport: il Cio cambia linea

La squalifica inflitta a Russia e Bielorussia ha riguardato i casi relativi al doping di Stato, eppoi la guerra dichiarata all’Ucraina. E proprio su questo punto l’ufficio affari legali del Cio ha accertato che “il Roc non includa tra i propri membri organizzazioni sportive regionali operanti nei territori che rientrano nella giurisdizione del Comitato Olimpico Nazionale dell’Ucraina”. E il Comitato Olimpico Russo ha subito risposto assicurando di non svolgere, né di avere intenzione di svolgere in futuro, alcuna attività in quei territori. Una rassicurazione, niente più. Ma così basta al Cio che, ci racconta, continuerà a monitorare la situazione e si riserva di adottare ulteriori provvedimenti qualora lo ritenga necessario. Si, insomma, questo è un tentativo per risolvere, nello sport, quello che la politica internazionale non riesce a scalfire: la dura legge di Putin che non molla con la guerra all’Ucraina. Senza dimenticare il pericolo che il conflitto si allarghi ad altra Europa. E qui l’intreccio fra sport e politica può essere utile. Si è sempre sostenuto che lo sport agevoli la pace: vedremo stavolta. In altri tempi le nazioni, i Paesi invasori non venivano perdonati a guerra in corso. Ma ormai da decenni il mondo è cambiato: i conflitti esistono e lo sport tende a includere, più che a escludere. Ultimo esempio le Olimpiadi di Milano Cortina, dove gli Usa hanno gareggiato nonostante abbiano mosso guerra all’Iran.

Atleti russi, bandiera e inno: cosa cambia dopo la decisione del Cio

Alla luce di questa novità, non saranno più applicabili le raccomandazioni emanate dal Cio il 28 febbraio 2022 e il 28 marzo 2023 nei confronti di atleti e squadre russe, ma gli atleti dovranno rispettare i rigorosi requisiti antidoping. Decisione accolta con favore in Russia, per voce del ministro dello sport Mikhail Degtyarev: «Il Cio invia un chiaro segnale: il movimento olimpico deve essere al di fuori della politica». Resta, invece, demandata alle singole federazioni internazionali e agli organizzatori di eventi la decisione sull’utilizzo di bandiera, inno, colori e altri simboli nazionali della Russia. Una situazione, questa, che ha già creato conflitti e differenze nelle varie federazioni. Ginnastica, nuoto e judo hanno progressivamente riaperto a bandiere e inni, la World Athletics invece ha mantenuto posizioni più intransigenti. In Italia il ministro dello sport Abodi, anche di recente, ha espresso l’idea che la partecipazione vada consentita in forma neutrale. Un problema affrontato per la tappa finale della Coppa del Mondo di ginnastica ritmica, che si svolgerà dal 10 al 12 luglio al Forum di Assago. La federazione internazionale della ginnastica ha revocato tutte le restrizioni. Da Losanna hanno, però, chiarito che non ci saranno eventi del Comitato Olimpico Internazionale in Russia né saranno invitati “rappresentanti del governo russo o autorità statali russe”. E che il Cio prenderà una decisione sull’eventuale esposizione della bandiera russa, sull’esecuzione dell’inno e sull’utilizzo dei colori nazionali, o altri simboli, durante i Giochi al momento opportuno. E, infine, è sottolineato che il Cio resta solidale con la comunità olimpica ucraina “che il movimento olimpico sostiene dall’inizio della guerra e continuerà a sostenere”. A parte i distinguo da sor Tentenna, chi vincerà tra sport e politica? Una bella gara, una scommessa che vale.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19 Prezzo standardRisparmi il 53%

    9,00al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29 Prezzo standardRisparmi il 34%

    19,00al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,00al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario