
Sì, per Los Angeles 2028 : l’Italnuoto prenota sogni
Tempo di valutazioni e di bilanci in questi Mondiali degli sport acquatici a Singapore. Settimane intense nel Sud-Est asiatico e in casa Italia il medagliere recita: 2 ori, 11 argenti e 6 bronzi (19 podi). Un “tesoretto” che può essere letto in due modi: ordinando in base al numero di ori oppure a quello di medaglie. Chiaro come il sole che questa spedizione sia stata poco felice sul piano dell’affermazione assoluta, visto il nono posto nella graduatoria secondo il primo metodo di misura. Nello stesso tempo, le 19 medaglie totali portano a una quarta piazza, leggendo il ranking dal punto di vista del numero di top-3, con il Bel Paese preceduto solo da Cina (37), Stati Uniti (32) e Australia (28) e davanti alla Russia (18), ovvero la rappresentativa di atleti neutrali B. In questo contesto ci sono discipline da promuovere e altre da bocciare nella loro specificità. Partendo del nuoto tra le corsie, sono state conquistate 7 medaglie: 1 oro, 4 argenti e 2 bronzi. Un risultato in linea con le tradizioni italiche, ma da sottolineare in positivo per il peso delle prestazioni e le prospettive. Sono state raggiunte 25 finali (record), di cui 18 individuali e 7 con le staffette. A questo dato vanno aggiunti i 2 record europei, 10 record italiani assoluti, 3 record italiani juniores e altrettanti cadetti e 18 primati personali.
I tempi mai visti di Quadarella
Italia quarta nella classifica a punti dietro a USA, Australia e Cina e seconda nella selezione maschile solo agli americani. I due campioni olimpici, Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi, hanno vissuto un’annata di cambiamenti ed entrambi hanno ottenuto un argento iridato nella loro specialità principale (100 dorso e 100 rana). Tete è stato condizionato anche da un’intossicazione alimentare, mentre Thomas si è messo al collo tre medaglie (2 argenti, 1 argento), col rammarico di una finale nel dorso non interpretata al meglio e il quarto posto della 4x100 mista. Il gruppo tricolore ha potuto accogliere una Simona Quadarella 2.0, in grado di nuotare tempi mai visti negli 800 e nei 1500 sl (2 record europei) e di conquistare un argento fantastico nelle trenta vasche. In tutto questo, è arrivato l’oro storico di Simone Cerasuolo e il bronzo di testa e cuore di Benedetta Pilato, entrambi nei 50 rana. Si è preso atto della conferma della 4x100 stile libero uomini (argento), a podio ininterrottamente a livello internazionale dagli Europei di Budapest del 2021.
La Next Gen dell'Italnuoto
Una squadra rafforzata dai Next Gen, Carlos D’Ambrosio (argento nella staffetta veloce e con record personali nei 100 sl e nazionale nei 200 sl) e Sara Curtis (prima azzurra della storia nella finale dei 100 sl e al primato nazionale in batteria nei 50 sl). Il progetto Los Angeles 2028 si arricchisce di nuovi interpreti, come Ludovico Viberti (100 rana), Anita Bottazzo (50-100 rana) e Christian Bacico (100-200 dorso). Si sogna la California col “+” anche nei tuffi, nel nuoto di fondo e nel nuoto artistico. Un bottino storico dal trampolino e dalla piattaforma (1 oro e 2 bronzi), eguagliando Kazan 2015, a cui vanno aggiunti due quinti posti, la partecipazione a nove finali e un trend in crescita di una compagine che ha presentato una formazione estremamente giovane. Si pensi all’oro dal sincro misto dai tre metri ottenuto da Chiara Pellacani (classe 2002) e da Matteo Santoro (classe 2006). Pellacani è sicuramente la Stella Polare del movimento, capace di replicare quanto fatto da Tania Cagnotto nella citata Kazan 10 anni fa (1 oro, 2 bronzi), giungendo terza nella specialità olimpica dai tre metri.
Male la pallanuoto
Nelle acque libere i sei argenti certificano la profondità del team dei caimani, con Gregorio Paltrinieri (tre argenti) e Ginevra Taddeucci (quattro argenti) elementi trainanti di un’Italia a podio in sei delle sette specialità del programma. Nella danza in vasca le tre medaglie (1 argento e 2 bronzi) confortano una squadra fortemente rinnovata e in cui Lucrezia Ruggiero, Enrica Piccoli e Filippo Pelati sono i nuovi punti di riferimento. La bocciatura è da riservare esclusivamente alla pallanuoto, reduce da un Mondiale molto negativo. Due settimi posti su cui Sandro Campagna (CT Settebello) e Carlo Silipo (CT Setterosa) dovranno riflettere in fatto di scelte e di coinvolgimento della nuova generazione in acqua.
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