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Olimpiadi a Roma? Il focus è sul 2036

Dopo Los Angeles e Brisbane, si ritornerà in Europa

Stefano PasquinoStefano Pasquino

Pubblicato il 24.02.2026, 13:30

4 min

MILANO - Da una parte le dichiarazioni ufficiali, spesso con ottimistiche fughe in avanti; dall’altra chi lavora operativamente sui dossier. E a Palazzo H, sede del Coni, sanno bene che se si vogliono organizzare in Italia le Olimpiadi estive, il treno da prendere è quello del 2036. Il ragionamento è lineare: dopo due edizioni a Los Angeles (2028) e Brisbane (2032) nel 2036 i Giochi torneranno in Europa e va tenuto conto anche di una possibile doppia assegnazione che comprenda pure l’edizione del 2040. In più c’è un terzo fattore che va tenuto in conto ed è legato all’ascesa della Turchia. La candidatura di Istanbul si perde nel tempo (per la prima volta i turchi si erano presentati per il 2000, poi nel 2008, 2012 e 2020 quando erano arrivati al ballottaggio con Tokyo) e c’è la sensazione che stavolta la città sul Bosforo possa passare all’incasso. Istanbul - tra l’altro - si è già candidata per ospitare le Olimpiadi del 2036, ma la novità che ha fatto drizzare le antenne al Coni è legata al fatto che già l’anno prossimo Istanbul ospiterà i Giochi Europei del 2027, un evento multisport che il Cio potrebbe utilizzare come banco di prova per vedere quanto forti siano le fondamenta della candidatura turca.

Occasione per Roma

Una candidatura che poggia sulla suggestione legata a una città che fa da ponte tra Europa e Asia, il che - in ottica di una possibile doppia assegnazione - potrebbe non togliere chance a una candidatura europea tout court, magari proprio per Roma (nel 2040 saranno passati 80 anni dall’edizione del 1960, l’unica dei Giochi estivi in Italia). Il fatto di essere stati promossi a pieni voti dal Cio per le prime Olimpiadi diffuse della storia, può essere un jolly da sfruttare con Losanna ma pure all’interno del sistema Paese: Roma potrebbe essere il centro di gravità di un’Olimpiade che potrebbe coinvolgere più aree geografiche. Ciò che ha colpito i singoli comitati olimpici è il fatto che per la prima volta gli atleti (giustamente al centro di ogni considerazione) abbiano gareggiato su terreni di gioco dove abitualmente si misurano in Coppa del mondo, come ricordato pure ieri da Malagò all’evento promosso da Allianz: «Il lascito delle Olimpiadi è pazzesco: abbiamo aperto un nuovo percorso, la logica è valorizzare luoghi iconici dove gli atleti vogliono andare a gareggiare. Martin Fourcade, leggenda del biathlon francese (6 ori olimpici, 13 mondiali), mi ha detto: “Grazie, per la prima volta i biathleti gareggeranno in un posto dove hanno fatto Mondiali e gare di coppa del mondo, non è mai accaduto”». Questa potrebbe essere la nostra forza anche per i Giochi estivi che avrebbero come fulcro l’Olimpico di Roma, stadio da 70mila posti per l’atletica che ogni estate ospita il Golden Gala e il Foro Italico, già regno del tennis e del nuoto.    

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