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Profumo di Giochi: Goggia si esalta, rabbia Pirovano

La bergamasca: "Un’ottima versione di me, pronta per Cortina". Brignone 18ª al rientro nella velocità: "Sensazioni abbastanza brutte"

Daniele GalossoDaniele Galosso

Pubblicato il 01.02.2026, 06:15

4 min

Il profumo di Giochi, quelli rigorosamente con la maiuscola, ringalluzzisce Sofia Goggia. Che nell’ultimo appuntamento di Coppa del Mondo prima dell’Olimpiade di casa, a pochi giorni dal via alle prove della discesa a cinque cerchi, sfiora il successo a Crans Montana. Il colpo grosso non riesce per l’incursione dell’elvetica Malorie Blanc - una sorpresa semmai per le tempistiche, certo non alla luce del luminoso talento che da anni la irradia -, ma la bergamasca approfitta dell’occasione per fare il pieno di fi ducia dopo un mese di gennaio in chiaroscuro. Anche se l’azzurra, in stagione, ha evidenziato in superG una confortante continuità: la piazza d’onore di ieri è coincisa con il terzo podio in quattro gare nella specialità, con annessa conferma del pettorale rosso di leader della classifica. Il parterre della località tristemente sulla bocca di tutti da un mese a questa parte si è dunque rivelato un tripudio di bandierine rossocrociate, in onore dell’eroina di casa che proprio su quella pista, due anni fa, si era distrutta un ginocchio. Corsi e ricorsi storici. Il tricolore, invece, sventola alto sul podio, anche se la giornata si sarebbe potuta rivelare ben più generosa nei confronti delle azzurre.

Il podio resta un tabù

Roberta Melesi, a 29 anni e a pochi giorni dal certificato sull’esclusione da Milano Cortina, ha sfiorato il primo podio della carriera, sfruttando il pettorale numero 2 e sognando fino al 29, quello dell’americana Breezy Johnson, che l’ha relegata al quarto posto per 6/100 appena. Ma i rimpianti, soprattutto, li ha seminati sulla neve svizzera una quasi perfetta Laura Pirovano. Già, quasi, nel senso che la 28enne trentina ha acceso una luce verde via l’altra lungo un tracciato piuttosto ammiccante alle sue caratteristiche, salvo sbagliare traiettoria e saltare la penultima porta, dopo essere passata all’ultimo intermedio con un vantaggio-monstre di 58/100 sulla Blanc: lacrime “a go go” dopo aver tagliato il traguardo e realizzato quanto cestinato. Il podio - con il tachimetro arrivato a contare dieci top10, compresi quattro quarti posti - resta un tabù, ma mai come questa volta Pirovano è andata vicino al successo pieno. «Mi spiace tanto per lei e per Melesi, arriverà il loro momento - le parole di Goggia -. Io penso di aver messo in pista un’ottima versione di me, all’attacco e libera di testa. Non è stato un gennaio facile, sono contenta di arrivare a Cortina con questa forma».

Brignone 18ª: "Sensazioni brutte"

E Brignone? Al rientro nella velocità si è piazzata 18ª e ha lanciato messaggi ondivaghi: «Le sensazioni sono state abba- stanza brutte, non sono riuscita a interpretare la pista come avrei voluto», le sue parole. Ma Fede, nella parte alta, si è resa protagonista di un mezzo testa-coda che l’ha fatta bruscamente frenare e, nonostante tre giorni di allenamento appena con gli sci lunghi, è arrivata a meno di un secondo dal podio di giornata. Certo, le mancano giornate di lavoro e avrebbe bisogno di quel tempo che, da qui ai Giochi, non c’è. Ma la sua missione prosegue spedita. E la Tigre ha già dimostrato tante volte che nulla le può essere precluso. Nemmeno nelle prossime due settimane.

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